Libere riflessioni di un nostro lettore margheritese

0939df5f77b70761fb13a987c469eb80_medium(2124)  Riceviamo e pubblichiamo con piacere le “riflessioni” di un nostro concittadino…
Democrazia e Rappresentanza
Non è il titolo del mio ultimo saggio di politica. Scrivere saggi e occuparmi di partitica non sono mai stati la mia aspirazione, né ne ho mai avuto il tempo materiale, dovendomi occupare, come la maggioranza degli italiani, di come arrivare a fine mese.
Tuttavia negli ultimi tempi, in Italia, stanno accadendo una serie di eventi che stanno alzando la mia curva dell’attenzione da cittadino di questa Repubblica.
1. Presidenti del Consiglio dei Ministri, colpevoli di reati gravissimi, eppure intoccabili per l’effetto di decine di prescrizioni e di decine di leggi ad personam;
2. Ministri che offendono con frasi ingiuriose e ghigni sprezzanti, lavoratori precari che pur con curriculum invidiabili non arrivano né a fine mese né possono ambire ad un futuro dignitoso;
3. Ancora, Ministri che stanno deliberatamente portando allo sfascio ed alla chiusura la Scuola pubblica italiana, a vantaggio di quella privata, impedendo di fatto una buona istruzione agli studenti con problemi economici;
4. Deputati e Senatori che cambiano schieramento per poche decine o centinaia di migliaia di euro e che mai si sognerebbero di denunciare la Casta di privilegiati a cui appartengono;
5. Ancora, Deputati e Senatori di opposizione che pur di non perdere i privilegi di Casta sin qui acquisiti, sono diventati espertissimi nel rappresentare se stessi, illudendo quelle masse che li credono ancora degli oppositori;
6. Dirigenti Sindacali che scendono a patti con governanti che in pochi mesi stanno cancellando sacrosanti diritti dei lavoratori dipendenti, conquistati dopo decenni di dure lotte sindacali;
7. Parlamentari e Amministratori regionali che pur di difendere stipendi e pensioni pubbliche da nababbi per pochi privilegiati, preferiscono tagliare servizi pubblici essenziali e “grattare” il fondo delle tasche dei non-privilegiati, che pure li hanno eletti;
8. E, tanto per restare in ambito locale, come non notare il disinteresse dei cittadini margheritesi verso le iniziative culturali, sociali, ricreative, turistiche, economiche, (aldilà della loro effettiva opportunità e utilità) organizzate dagli Amministratori locali, che loro stessi hanno eletto.
–br–
Come non notare Sindaci eletti a furor di popolo che all’indomani delle elezioni cominciano a scontare la mancanza di fiducia dei margheritesi verso alcune Istituzioni e verso una politica bugiarda (come dice qualcuno). Come non notare che, non di rado, alcuni eventi organizzati dalla nostra Giunta comunale con soldi pubblici (presi anche dalle tasche dei residenti) spesso vanno deserti e, solo quando si coinvolge la Scuola locale, si assiste alla presenza di alcuni genitori e parenti degli studenti?
L’elenco potrebbe continuare, ma sprecherei soltanto inchiostro, tempo e la pazienza di chi legge; ciò che più conta, invece, è trovare una chiave di lettura univoca per tutti gli 8 esempi appena citati, che ci consenta di “curarne” la causa e non i sintomi. Una chiave di lettura che aiuti ad affrontare i problemi alla radice e non con rimedi palliativi o, peggio, con placebo (all’uopo ci sono già fin troppi vertici politici e sindacali e a volte alti burocrati che ci stanno “lavorando”).
Una democrazia si regge, può continuare ad esistere e a definirsi tale, se in essa il Sistema delle Rappresentanze è efficiente, sano, riconosciuto ed apprezzato dalla “base” elettorale, cioè dai cittadini che non godono di particolari privilegi, che lavorano, studiano, pagano le tasse e, esercitando un proprio diritto ed adempiendo ad un dovere civico, delegano l’amministrazione ed il governo della “cosa” pubblica ad altri cittadini, degni, capaci e meritevoli di rispetto.
Ed in Italia è proprio l’alterazione del Sistema delle Rappresentanze, il filo conduttore, la chiave di lettura che accomuna tutti gli 8 esempi. La maggioranza dei cittadini italiani, dati alla mano, non si sente più rappresentata da: Deputati, Senatori, vertici sindacali, Sindaci, Assessori Regionali e Comunali, e le conseguenze istituzionali e civili di tale sfascio potrebbero essere ben peggiori già nel breve e medio periodo. La forbice sociale si allargherà fino a creare nuovi poveri, fino a più aspri scontri sociali e la stessa democrazia potrebbe collassare.
Sin qui il problema, evidenziato da questa analisi probabilmente spicciola ma inconfutabile. Tuttavia in questo momento critico per la nostra democrazia, diventa assolutamente urgente trovare soluzioni politiche ad un problema che sembra affondare le proprie radici nella politica o meglio nella degenerazione della politica, e nella disintegrazione del Sistema delle Rappresentanze .
A tutti i livelli, (nazionale, regionale, locale) è necessario che ciascun cittadino, elettore e non, militante o simpatizzante di questo o quel partito politico, si adoperi per far inceppare il meccanismo delle candidature “calate dall’alto”, decise e avallate esclusivamente da quei vertici politici appartenenti in una parola alla “Casta” dei privilegiati.
In ogni partito e in ogni movimento di cittadini (che legittimamente devono aspirare ad essere attori e non più spettatori del teatro politico) c’è una “base” che deve adoperarsi per individuare dei candidati che possano veramente rappresentarli e non devono più tollerare che, in loro vece, questo delicatissimo e importantissimo potere venga esercitato dai Bersani, dai D’Alema, dai Berlusconi, dai Capodicasa, dai Corrao e dai Cuffaro di turno. E’ mia convinzione che, nella misura in cui si riuscirà a individuare e scegliere tutte le candidature (dalle locali alle nazionali) partendo dalla “base” e non dall’”alto”, partendo dal corpo elettorale e non dai vertici di un partito, solo allora si garantirà, non la sostituzione di una Casta con un’altra (“Il Gattopardo” docet) ma la sostituzione di una vecchia classe politica dirigente che rappresenta ormai solo se stessa e i suoi privilegi, con una nuova classe politica dirigente veramente espressione della più genuina volontà popolare.
Questo processo politico-sociale, una volta innescato, porterebbe inevitabilmente:
1. Ad avvicinare sempre più i cittadini alle Istituzioni;
2. Ad aprire confronti costruttivi fra Ministri e precari;
3. A considerare gravissimo reato la compravendita di Deputati e Senatori;
4. A ridare un senso alle Organizzazioni Sindacali;
5. A dare sempre più importanza ed a trasformare in atti governativi parole come “equità sociale”;
6. . . .  A riempire il nostro Teatro S. Alessandro e le nostre piazze quando un nostro Sindaco organizza eventi di interesse collettivo.
Il mio messaggio e auspicio finale è che da cittadini non dobbiamo più farci scippare il diritto di individuare e scegliere da soli i nostri candidati, siano essi Sindaci, Assessori, Deputati, Senatori.
Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli, 57% di votanti all’ultimo referendum, rivolte sociali nei paesi islamici che si affacciano sul Mediterraneo, sono forse il segnale che è il momento di agire; siamo forse più incapaci dei milanesi? . . . o dei napoletani? . . . o dei nordafricani?
Ai reattivi ragazzi del Movimento, che in qualche modo hanno capito il valore  della Rappresentanza, ed ai lettori, voglio chiedere:
1. Vi siete mai chiesti chi ha individuato e scelto fino ad oggi le candidature a Sindaco nel nostro Comune?
2. Le hanno scelte il popolo o alcuni personaggi influenti sul popolo?
3. Potreste elaborare e suggerire ai margheritesi un sistema efficace per fare “inceppare” questo circolo vizioso delle candidature “calate dall’alto” che ci riporta ogni cinque anni al punto di partenza?
4. Siamo sicuri che, a circa 1 anno dalle prossime amministrative, tutto taccia nelle “stanze dei bottoni”?
5. Il vostro sito web potrebbe essere un valido strumento, assieme ad altri periodici cartacei locali, per andare oltre la denuncia, oltre  la satira e l’ironia (che non guastano, ma . . . come dire . . . prima il dovere poi il piacere), per far prendere coscienza e coraggio ai margheritesi, sfiduciati eppure validi professionalmente e capaci di sostituire in toto la vecchia classe politica dirigente locale, rivelatasi, nei decenni, incapace di rappresentare le aspettative dei meno abbienti. Se non ci riusciamo in ambito locale come possiamo sperare di riuscirci in ambito regionale e nazionale?
6. Consiglio comunque agli Amministratori del blog del Movimento Giovanile Trasversale per la rinascita di Santa Margherita di Belìce di non dare troppi spazi agli anonimi. Questa scelta è un’arma a doppio taglio: magari nell’immediato fa aumentare il numero di visitatori, ma col tempo potrebbe ridurre la credibilità del blog e la sua capacità di incidere nelle vicende politico-amministrative del territorio.

Michele Cipolla

Un pensiero su “Libere riflessioni di un nostro lettore margheritese

  1. gdigiovanna

    Speriamo Michele che non ci sono i poteri forti,  come  lo diceva pure da qualche giornale un certo politico di Menfi di cognome Romano. 
    Ed è noto, anche dalle cronache giornalistiche, che a Menfi ci sono logge massoniche che pensano di poter gestire la cosa pubblica appartenendo più o meno ad un determinato gruppo o ad una determinata loggia".
    Vedremo
    .

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