Altri “numeri” sulle amministrative a S. Margherita Di Belìce

di Michele Cipolla
Mancano ormai poche settimane allo scadere della presentazione delle liste, eppure l’elettorato attivo (quello votante) e passivo (quello che si candida al voto) di S. Margherita sembra quasi totalmente intento e intontito da un esercizio aritmetico di conta di pacchetti di voti, portati da pinco o da pallino. E poco importa se, sia pinco che pallino, abbiano già dato in passato ampia prova di gestione “allegra” della cosa pubblica; poco importa ad alcuni margheritesi se pinco, in un passato recente o lontano, abbia dovuto difendersi dall’accusa di interesse privato o abuso in atti d’ufficio; poco importa se pallino, con tutta la buona volontà, non ha fatto altro che gestire l’emergenza, . . . ma non l’emergenza della collettività, bensì quella dei suoi fedelissimi, che pretendevano il mantenimento della promessa preelettorale di una “poltrona” o di un “incarico”.  Negli ultimi decenni, l’elettorato attivo di questo comune, pur sapendo che l’elettorato passivo è fisicamente e mentalmente sempre lo stesso, si è incaponito nel volere ottenere un prodotto aritmetico diverso, semplicemente cambiando l’ordine dei fattori. Cerco di spiegarmi meglio.

Considerato che tre amministrazioni fa 2x3x4 dava 24, due amministrazioni fa 3x4x2 dava ancora 24, e cinque anni fa 4x3x2 dava inesorabilmente 24, oggi, gli odierni attori di questa competizione elettorale sembrano attratti dalla possibilità di dimostrare che 2x3x2x2 possa dare risultati diversi. Questi strateghi elettorali e profondi conoscitori di pacchetti di voti non hanno neanche il coraggio di chiedere ai propri figli della scuola primaria che cos’è la proprietà commutativa e dissociativa della moltiplicazione.

Cari concittadini, non è cambiando l’ordine dei fattori (leggasi candidati o elettorato passivo) che cambieremo in meglio l’amministrazione della Res Publica a Santa Margherita. Ed ora provo a spiegarmi meglio con altri “numeri”.

 

In quasi tutti i piccoli o grandi gruppi che legittimamente aspirano a creare una compagine che possa guidare il nostro comune, oggi sono purtroppo ancora presenti l’80% (approssimazione per difetto) di politicanti con la p minuscola, più o meno riciclati o auto-riciclatisi, incapaci di anteporre il bene comune agli interessi personali; mentre, appena il 20% (approssimazione per eccesso) è rappresentato da elementi giovani e meno giovani che disperatamente vorrebbero evitare di riconsegnare le chiavi di città ai “soliti noti” dal pedigree equivoco. Ebbene, cari elettori e candidati tutti, nel nostro Comune ci sono le risorse umane per un serio ricambio amministrativo, che trasformi quel 20% in 80% e che confini quell’80% in un 20%, rendendolo così privo di potere decisionale. Ai politicanti con la p minuscola che inevitabilmente mi definiranno astratto, utopico, assente dalla scena politica locale (ma se per voi fare politica vuol dire parlare di “poltrone”, “incarichi”, “inciuci”, . . . . beh! Fate voi), rispondo che devono imparare finalmente a guardarsi intorno (loro e non io). Come ho già avuto modo di scrivere quasi un anno fa, ciascun margheritese, in cuor suo, sa che questi elementi a Santa Margherita esistono e che si dovrà cercare fra centinaia di sfiduciati e disillusi che hanno preferito indirizzare la propria intelligenza, moralità e talento in altri settori lavorativi. Nell’archivio del Blog Il Movimento, ai seguenti link:
http://ilmovimento.altervista.org/2011/06/28/libere-riflessioni-di-un-nostro-lettore-margheritese/  
http://ilmovimento.altervista.org/2011/07/08/s-margherita-di-belice-riflettiamo-con-michele/
http://ilmovimento.altervista.org/2011/07/28/altre-libere-riflessioni-di-un-margheritese/
troverete gli articoli ai quali faccio riferimento.

Oggi noto con piacere che anche L’Araldo ha dato risalto e importanza al WEB oltre che alla carta stampata, e comunque Il Movimento  e  L’Araldo sono gli unici che cercano di avanzare proposte di programmi su temi reali, peccato che di tanto in tanto cedano alla tentazione di dare spazio al pettegolezzo ed alle chiacchiere da bar, strumentali al mantenimento di quell’80% di cui sopra. Pettegolezzi e chiacchiere finiscono infatti per far pensare all’elettore margheritese <tanto sono tutti uguali> ; da strumenti semplici quanto potenti d’informazione, quali vi ritengo, continuate a ridicolizzare quell’80% di cui sopra, ma, soprattutto, stimolate quel 20% ad uscire allo scoperto ed a convincerli che il ribaltamento di quella percentuale è possibile.
Grazie.

 

3 pensieri su “Altri “numeri” sulle amministrative a S. Margherita Di Belìce

  1. filippo

    Finalmente una persona che parla dei “vecchi” candidati. Ma i candidati giovani de (Il movimento) dove sono?

  2. cittadino

    caro Michele Cipolla, tu definisci politicanti con la p minuscola chi si è messo in gioco, chi si è speso per la collettività, qualcuno in passato ha esagerato abusando della carica che rivestiva, è vero e sta agli elettori fare in modo che ciò non si ripeta, per il resto penso che c’è ancora gente onesta che scende in campo e lo fa con buoni propositi, convinto di dare una mano e di apportare qualcosa di buono per il nostro paese, non si può fare di tutta l’erba un fascio, bisogna discernere tra i vari candidati e individuare il più onesto, leale, operoso, affidabile e coerente. Parli di centinaia di sfiduciati e disillusi che hanno preferito indirizzare la propria intelligenza, moralità e talento in altri settori lavorativi. Ma dove stanno, perché non scendono in campo costoro? Tanti giovani si definiscono preparati, operosi, si atteggiano a saputelli con la puzza sotto il naso, snobbando chi non ha un titolo di studio pari al loro. Ma che se ne fanno di quel titolo se poi non fanno pensare con la propria testa, se poi si fanno manovrare dal parente, amico, cugino, compagno di gruppo, vecchio volpone che da dietro le quinte dirige quello che si deve fare. Criticare è facile e a Santa Margherita se ne fanno tante, troppe, ogni pinco e ogni pallino la mattina si sveglia, va al bar e comincia a criticare. Mi piacerebbe ritrovarti nelle liste come candidato consigliere per le elezioni di maggio in modo che tu possa dimostrare quello che sei capace di fare (o non hai i numeri)? All’Araldo vorrei dire di fare più giornalismo e meno pettegolezzi.

    1. Michele Cipolla

      Caro “cittadino ”
      Non conoscendo cognome, nome e cittadinanza, né altre tue generalità, sono costretto, mio malgrado, a chiamarti così come tu stesso preferisci definirti, e cioè, un anonimo . Tutte le mie precedenti esperienze di vita mi hanno insegnato che nessuno è perfetto, ma che, con la massima lealtà e umiltà, siamo tutti perfettibili, . . . . anche io e te. Colgo il tuo breve intervento per rispondere anche a chi potrebbe avere opinioni simili alle tue. Leggo nelle tue frasi un discreto senso di responsabilità civile e una grande rabbia (come quella che provo anch’io) nel vedere tanti margheritesi criticare tutto e tutti, senza mai proporre e senza mai capire cosa significhi veramente il termine “democrazia partecipata”. Ringraziandoti per avermi degnato di attenzione, devo tuttavia ricordarti che il termine “scendere in campo “ a me non piace perché mi ricorda un ex-premier che nel lontano 1994 è sceso in campo per curare i propri interessi con opportune leggi ad personam. Non mi pare felice neanche l’espressione “fare di tutta l’erba un fascio”; leggendo il mio curriculum professionale (che, se vuoi e se avrai il coraggio di uscire dall’anonimato, sarò felice di farti leggere) potrai trovare che, già da studente in agraria, ho imparato a distinguere le “malerbe” e tante altre piante parassite da quelle utili e produttive di reddito. Piuttosto, non capisco perché tenti di relegare nel “fascio” sbagliato il mio intervento. 1°) Io non sono abituato a definire politicanti con la p minuscola chi si è messo in gioco e chi si è speso per la collettività (per capire un po’ meglio, prova a rileggere l’articolo e a visitare i link che vi ho inserito). 2°) Non è mai stata mia abitudine svegliarmi la mattina per andare al bar a criticare. 3°) Per quanto io provi a scavare nel mio passato, non mi sono mai sentito (né lo sono stato) manovrato da parenti, amici, cugini, compagni di gruppo e vecchi volponi, come tu li definisci; per favore provami il contrario. Tu dici ; io vorrei augurarti la stessa cosa, ma che cosa scriveremo nei manifesti? “cittadino ” non basta. Caro lettore de Il Movimento, mi piacerebbe davvero incontrarti di persona, per dimostrarti che Santa Margherita ha bisogno tanto di me quanto di te; anche se dovessi scoprire che fai parte di quell’80% di cui al mio intervento e che stai solo cercando di capire qual è la consistenza del mio pacchetto di voti, accetterei comunque di confrontare le tue idee con le mie, . . . naturalmente dopo che sarai uscito dall’anonimato. A presto, Michele Cipolla

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