Salvalarte Belice – Polemiche sul Museo della Memoria

immagine(250) Nell’ambito della manifestazione “Salvalarte Belice”, si è svolto questa mattina, a Santa Margherita di Belìce, al Teatro Sant’Alessandro, un incontro – dibattito su “Valorizzazione del Museo della Memoria”.
Nel corso della manifestazione è stato consegnato a Legambiente un documento con cui si chiede l’apertura del museo della memoria anche nei giorni festivi, cosa che oggi non avviene. 

La segnalazione non è fine a se stessa. Negli ultimi mesi in un paio di occasione parecchi visitatori hanno trovato il museo chiuso ed è stato poi necessario fare intervenire l’assessore in persona per aprire e permettere la visita. “Questo museo – dicono ancora i consiglieri protagonisti della protesta – è stato declassato a semplice ufficio pubblico, temuto aperto solo nelle ore di ufficio, chiuso il sabato, la domenica e nei giorni festivi”. Il museo della Memoria possiede una grande quantità di fotografie che riguardano la tragica storia della gente della Valle del Belice colpite dal terremoto del 1968. Lo spazio museale, creato dal critico d’arte Tanino Bonifacio, ha registrato un’altissima presenza di visitatori.  

Per Gianfranco Zanna – responsabile Beni culturali Legambiente Sicilia – il Museo della Memoria deve andare oltre l’importanza che ha assunto fino ad ora e divenire punto di riferimento per l’intera Valle del Belìce”. Zanna ha proposto che il Museo diventi sistema insieme agli altri luoghi simbolo della tragedia del ’68, i Ruderi di Salaparuta, il Cretto di Burri ed il centro antico, ed abbandonato, di Poggioreale.Giuseppe Recca
fonte

www.agrigentonotizie.it

 

 

Di seguito pubblichiamo anche l’appello presentato dai consiglieri di minoranza

8 pensieri su “Salvalarte Belice – Polemiche sul Museo della Memoria

  1. utente anonimo

    Grazie con tutto il sentimento.

    Interpretando il pensiero di tanti margheritesi, grazie a voi speriamo di evitare ancora qualche brutta figura.

    Angela Montalbano

  2. utente anonimo

    assolutamente d’accordo che il Museo debba rimanere aperto anche e SOPRATTUTTO la domenica e i giorni festivi.

    Vorrei però fare una precisazione: il Museo non è una creazione di Bonifacio, lui è soltanto un esecutore di un progetto finanziato con i fondi della comunità europea.

    bonifacio è stato incaricato di svolgere questo progetto di realizzazione, ma non è una sua creazione. altrimenti dovremmo dire che il Museo è una creazione dell’architetto Cimino etc. e di quanti altri hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto.

    capisco che in questo momento di anonimato ci si voglia cercare uno spazio ……

    Laura

  3. utente anonimo

    Laura

    visto che qualche cosa la scrivi sulla vicenda del museo

    perchè non la racconti tutta da dove è iniziata la storia di questo frammento di STORIA.

    Che inizia prima, con quel Peppino P. che nessuno qui cita più , ma che ha avuto il merito di avere avuto l’idea della creazione dell’Istituzione del Parco Letterario, tano avversato poi dall’opposizione di allora per arrivare poi attraverso il PIT Acqua labodes a fare una gara pubblica per l’affidamento di un incarico di progettazione , vinto poi gal professionista agrigentino. Si sa che il tempo va avanti, e gli uomini entrano nella storia in rapporto a quello che fanno. Bonifacio poi ha avuto l’idea maturata e configurata in questo museo. La gravità oggi sta nel fatto che chi è arrivato dopo, per la semplice logica del fare piazza pulita di quello lasciato dal passato, azzeri sempri tutto quello che c’era prima per ripartire con nuove idee (ricordate estate manzil sindi, azzerati ai tempi di mangiaracina con la città teatro festival, poi ricordate le edizioni dell’eurofestival azzerate di botto successivamente). Oggi arriva una classe dirigente che non ha gli attributi di costruire nuovi eventi per la mancanza di relazioni con il mondo culturale ed istituzionale presente sulla piazza. Si improvvisa di getto amministratice di eventi culturali che fanno flop ad ogni occasione pubblica. Che qualcuno li abbia apostrofato come gente con una spiccata propensione alla COLTURA e non alla CULTURA sta nei fatti. Siccome non sanno governare i processi di coinvolgimento dei gruppi di interesse culturali esistenti sul territorritorio, finiscono con il fare proposte culturali non credibili, perchè dietro la loro idea non c’è UN PROGETTO CREDIBILE.

    Tutto qua, non ci credono neanche loro che hanno imbastito questa amministrazione oggi al governo di questa città.

    Non ci crede neanche la gente comune.

    Il risultato è che su S. Margherita è stato steso un velo pietoso di decadimento culturale che non trova simili, volgendo lo sguardo nel suo lontano e recente passato.

    Tutta qua Laura.

    F.to GLS

  4. utente anonimo

    IL POTERE LOGORA, ALLA SCADENZA, CHI NON LO SA AMMINISTRARE……

    Il cinese in riva al fiume….

  5. utente anonimo

    caro GLS,

    sono pienamente d’accordo con te: la nuova amministrazione non è meglio della vecchia, anzi tutt’altro. ma non scordiamoci quanto di brutto si è detto su Mangiaracina e Co proprio da questo sito.

    Io vorrei soltanto che semplici esecutori di progetti passati non diveniseero salvatori di Santa margherita o gli unici portatori della cultura a Santa Margherita. Tutto quello che ha fatto il vecchio direttore artistico lo ha fatto perchè gli entravano tante belle migliaia di euro nelle tasche (e qui se ne è parlato abbondantemente). Di qui a dire che è il creatore, la Cultura, il rinnovamento ce ne passa. un vero professore è quello che ha una cattedra ed io cattedre non ne ho mai viste……

    dobbiamo fare la battaglia sul nome del Museo perchè è giusta oggettivamente perchè non c’è nessuna ragione per mettere un altro nome e non perchè il “creatore” non c’è più. Il signore che ha scritto quella cosa su Salvalarte doveva parlare del museo e basta.

    Laura

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