Porta Nova, che desolazione!!!! ma domani ….

Come tutti sappiamo “Porta Nova” è uno degli ingressi principali del paese, da decenni vive nel più totale abbandono,prova ne è l’immobile pericolante sulla sinistra, sul versante di destra invece prima c’aveva pensato il punteruolo rosso a devastare il giardino e  poi l’uomo a completare l’opera bruciando  quello che rimanevano delle palme tramortite.
Adesso toccato il fondo dobbiamo cercare di risalire  e perchè nò anche posizionando lì la statua del Cristo Redentore cosi come la maggioranza dei lettori di questo blog hanno esposto in un articolo/sondaggio precedente.

3 pensieri su “Porta Nova, che desolazione!!!! ma domani ….

  1. Giacomo Giuffrida Samona'

    In effetti, a ben guardare il fotomotaggio pubblicato in apertura articolo, ipotizzante un “come potrebbe presentarsi “l’ingresso di Porta Nuova con il Cristo installato nella villetta sulla destra entrando in paese, tanto peregrina non è ! Questo non vuol essere una sconfessione della mia precedente opinione circa la collocazione della stessa al Calvario, posizione, sempre a mio avviso , più “suggestiva”, ma in alternativa, valutando vincoli urbanistici, pareri di sovraintendenze varie, ed intoppi burocratici che in questi casi spuntano come i funghi in inverno, il porla a fianco dell’ingresso del paese, non sarebbe poi così male, in quanto rivitalizzerebbe una zona sostanzialmente oggi poco frequentata, se non in totale abbandono, e sulla quale gravitano invece importanti testimonianze del passato, quali la Villa Comunale, con il suo cafe-house, la cappelletta della Bùcara, e l’antico bevaio, una volta ristoro di uomini ed animali, ed oggi, spesso, estemporaneo e gratuito (ma sempre incivile) lavaggio a cielo aperto di auto o trattori, cosa, lasciatemelo dire, piuttosto “indecente” vuoi per chi lo fà, vuoi per chi non sanziona la cosa. Anche da questa posizione il Cristo, dominerebbe i sottostanti feudi, e sarebbe visibile da un tratto della fondovalle, e pur dando le spalle al centro abitato, sarebbe, con le sue braccia spalancate, pur sempre un segno di “benvenuto” a chi a Santa Margherita si rechi dalla fondovalle stessa. C’è, è vero, chi su questo blog ha virulentemente invocato, in disaccordo con questa collocazione, la “laicità” del paese, (o della nazione, se vogliamo) discorso questo,che in senso squisitamente oggettivo, potrebbe anche starci, lo stato, infatti, di per sé è laico, o meglio aconfessionale, in quanto non si dichiara, costituzionalmente “cattolico-apostolico-romano, e tutte le religioni, purchè non cozzino con le leggi dello stesso, trovano in esso tutela e riconoscimento. La laicità, peraltro, così come il cristianesimo, il buddismo, l’ebraismo etc, altro non è che una convinzione ed un convincimento del tutto interiore e soggettivo del singolo individuo, un moto dell’anima, per chi ammette l’esistenza della stessa, o dell’animus (per chi non crede nell’esistenza dell’anima) per cui, non si può imporre a nessuno,(ci provano spesso gli stati ed i regimi totalitari, con risultati sempre ridicoli!). La statua in oggetto, di per sè, altro non è che un manufatto artistico, bello o brutto non importa, ma pur sempre un bel pezzo di marmo, che racchiude in se il significato, od i significati, che ciascuno di noi col suo sentire le attribuisce. La si può quindi “VEDERE” SOLO come opera d’arte in se, o la si può “SENTIRE”, più intimamente, come un richiamo ecumenico alla fratellanza. In fondo, molti pacifisti di ieri e di oggi erano e sono anch’essi LAICI, ma non per questo meno impegnati al raggiungimento del loro scopo, LA PACE ! Bella quindi, guardando le cose con una serena ottica, laica o confessionale non importa, l’iniziativa della vulcanica Margot Cacioppo, poliedrico architetto che tante belle iniziative culturali ha seguito ed organizzato, di raccogliere le firme dei cittadini che NON vedono la collocazione del manufatto in piazza Matteotti, che rischia, continuando con questo andazzo-installativo, di diventare una sorta di expò a cielo aperto, ed una babele di stili dissonanti se non configgenti fra loro, perdendo quindi la sua armonicità già rovinata in parte dal terremoto e soprattutto dal post-terremoto.(Abbasta e avanza “u Pupu di latta”!!!). Continuare così sarebbe peggio che sparare l’ennesima scupittata sulla Croce Rossa !!! Per chiudere, e cercare di stemperare le polemiche in un sorriso, c’è anche un altro “motivo” (piuttosto goliardico a dir la verità) che non mi vede sfavorevole a tale scelta allocativa in quel di Porta Nuova : probabilmente i più vecchi fra noi, margaritari o non, ricorderanno, magari “solo per sentito dire, sia chiaro !!!!” (sic!) come in tempi pre terremoto ed immediatamente post allo stesso, “Porta Nova” fosse ben nota, localmente e nel circondario, come “sede lavorativa” stabile di “garbate fanciulle consolatrici” che, dietro adeguaro compenso, alleviavano “il peso dell’animo” di chi, “schettu o maritatu” ad esse si indirizzava per fugaci convegni. Poi, un bel giorno, mercè l’intervento deciso e “salvifico “ della Benemerita, le “segnorine” di cui sopra, abbandonarono definitivamente il sito, volando via come rondini in autunno! Ecco quindi, che l’istallazione del “manufatto” nelle immediate vicinanze di quell’antico sito “di svago”, riequilibrerebbe idealmente , in un certo senso e per chi ci crede, il luogo con una normalità, urbano-cristian-naturalistica, se non “purificata”, almeno cristianamente “asettica”.In fondo, se riandiamo ad antiche Scritture, anche il Cristo perdonò la Maddalena. E’ chiaro che in tutto questo inciso finale io abbia scherzato, buttando un po’ la cosa in riso, e con la speranza di non aver offeso la sensibilità o peggio la suscettibilità di nessuno , per cui i “moralisti ad oltranza” (ce ne è sempre qualcuno in giro!!!) frenino il loro impulso di bacchettarmi per questo accostamento, ai loro occhi “profano”!
    Giacomo Giuffrida Samonà

  2. Los meriglio

    Bel commento sig. Giuffrida Samona’, complimenti per l’ultima nota che lei stesso definisce ” goliardica”, alla De Andre’ con… Il prete che con la vergine in prima fila e bocca di rosa poco lontano si porta a spasso per il paese l’amore sacro e l’amore profano… Ora francamente, anche leggendo dell’iniziativa de Comitato contro l’installazione della statua in Piaza Matteotti, non credo che la proposta di collocazione a Porta Nova abbia a che fare con omaggi Deandreiani, quanto piuttosto si tratti di un tentativo cerchiobottista, premettendo che nulla nutro avverso tali tentativi in situazioni simili a questa. Già questa situazione, a mio avviso, può paragonarsi a quella della coppia di sposi che, avendosi arredato casa in perfetto stile moderno, riceve come dono di nozze, dalla vecchia zia schetta e spesso presente in casa, un orologio a cucù stile vecchia America. Il buon cuore degli emigrati e’ dimostrato e l’intendimento e’ lodevole e degno di ammirazione, certo magari collocare una tatua del genere non e’ proprio come mettere un maglione nero che sta bene su tutto. Fra tutte le proposte, anche per le ragioni esposte da Sig. Giacomo, il Calvario e Porta Nova sono quelle che meglio di ogni altro si adattano ad una sistemazione dignitosa della taua del Cristo, sia per la giovane coppia che per la vecchia zia. Forse per l’amministrazione sarebbe buona cosa accogliere l’invito che il Comitato fa, cioe’ quello di definire prima aree in cui collocare altri doni, ovvero concentrare le iniziative verso azioni mirate a vantaggio della collettività tutta. Comunque sia e’ dovuto un grazie alla vecchia zia

  3. Giacomo Giuffrida Samona'

    X Los meriglio —- Grazie per l’apprezzamento e per aver colto sottilmente l’accostamento con De Andrè, ma anche il tuo commento circa la futura installazione, è perfettamente calzante, un pò come il voyeristico maglione nero di cui sopra. Comunque,sempre per la serie “non prendiamoci troppo sul serio”, a margine di tutto, c’è da augurarsi che “la vecchia zia schetta” di cui sopra, prima di inviarci altri doni ” per arredare a casuzza”, ci avvisi per tempo, macari pattiannu u rialu, oggi domani le saltasse il ghiribizzo di regalarci dei pezzi in puro stile tirolese, o tardo-eskimese del 1700. Mi dici dove lo collochiamo un Igloo completo di tutto ed in stile rococò ? Ddocu si ca ci fussi di sfirniciarisi pì un annu sanu sanu, atru ca cogghiri firmi e scriviri ncapu i blog !!!!!!!!!!. Cordialmente, Giacomo Giuffrida Samonà

I commenti sono chiusi.