Turismo a Santa Margherita e nelle Terre Sicane

di Francesco Sciara
Questo il testo, tratto dal sito della Provincia Regionale di Agrigento, in cui si parla di nuove proposte e nuove strategie per promuovere e sviluppare il settore turistico in provincia di Agrigento e in Sicilia. Alla riunione, alla quale hanno partecipato molti Comuni, diverse Pro Loco e tanti operatori turistici, non ha partecipato nessun rappresentante del Comune di Santa Margherita di Belìce. Assente, anche, la Pro Loco della Città del Gattopardo e gli operatori turistici del paese del Cafè House. Pochissime presenze istituzionali dei Comuni del comprensorio delle Terre Sicane. Si ha notizia che hanno partecipato un assessore e la Pro Loco di Sambuca di Sicilia. Assenze significative che stanno a testimoniare come il turismo nel comprensorio delle Terre Sicane, di cui fanno parte i Comuni di Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia e Montevago, sia ancora un’utopia lontana dal realizzarsi. E Santa Margherita di Belìce non fa eccezione.
Del resto è notorio che in seno all’Amministrazione della Città del Gattopardo, da alcuni mesi, manca l’assessore al turismo, la sede della Pro Loco è chiusa, l’ufficio comunale che si occupa di turismo è scarso di iniziative e i pochissimi operatori turistici sono costretti al “fai da te” per cercare di avere qualche presenza. Eppure, Santa Margherita di Belìce è la Città del Gattopardo, si vanta di essere città d’arte e turismo, ha il SS. Crocifisso venerato e benedetto dal Beato Giovanni Paolo II, è il paese dei ficodindia, della Vastedda della Valle del Belìce ed è ubicato in un territorio meraviglioso per il suo mare, le terme, le bellezze naturali, il grande patrimonio storico-culturale e la bontà dei suoi prelibati prodotti enogastronomici. E allora, giriamo una semplice domanda ai candidati sindaco in corsa per le Amministrative del prossimo maggio. Credete nella possibilità di uno sviluppo del settore turistico a Santa Margherita di Belìce?  Quali sono le piccole e concrete iniziative che vorreste attuare una volta eletti?  E quali sono gli obiettivi a più lunga scadenza?.

Turismo e sviluppo, nuove proposte della Provincia per una rete informativa completa                                 

Riunione molto affollata, stamani, 26 gennaio, nella sala convegni “Silvia Pellegrino” della Provincia per la presentazione della cosiddetta “rete informativa territoriale” finalizzata a promuovere e sviluppare il turismo in provincia di Agrigento. Un’iniziativa voluta dal Presidente D’Orsi e sviluppata dall’Assessore provinciale al Turismo Angelo Biondi, che insieme al Dirigente Capo dell’Area Turismo e Attività Produttive della Provincia, Achille Contino, ha illustrato il progetto.

Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti di molte Pro Loco e di numerose associazioni ed imprese turistiche (albergatori, guide turistiche), amministratori, dirigenti e funzionari di vari Comuni e il direttore del Servizio Turistico Regionale, Nuccio Catagnano.

Un progetto ambizioso che punta ad eliminare il vero punto debole della nostra offerta turistica, ovvero la assenza di un  disegno organico e unitario che coinvolga i Comuni, le Pro Loco e tutte le associazioni e imprese che operano in questo settore.

“E’ impensabile competere con realtà turistiche che riescono a superare la crisi con un adeguato piano di comunicazione su tutte le attrattive che i rispettivi territori offrono – ha detto il Presidente Eugenio D’Orsi – Da noi, sinora, si è andati avanti con iniziative promo pubblicitarie magari di buon livello ma slegate tra loro e affidate alle iniziative individuali, che ovviamente non riescono a reggere il confronto con una concorrenza meglio organizzata. Ecco, dunque l’idea degli info point, che raccolgono e coordinano tutte le informazioni, e la creazione di un nuovo portale turistico “istituzionale”, che presenti tutti gli attrattori della nostra provincia, compresi gli eventi, a partire da quelli fissi, come le feste patronali e le feste religiose, che possiedono una loro peculiarità e attraggono numerosi turisti. Il progetto andrà ovviamente definito con la collaborazione di tutti”.

“Una partecipazione massiccia, anche se mi aspettavo una maggiore presenza dei Comuni – ha rilevato l’Assessore Biondi – e ci proponiamo di insistere nelle prossime settimane per un loro pieno coinvolgimento. Andare in ordine sparso serve a poco, la rete che ci proponiamo di creare prevede info point nei quali il turista può ricevere tutte le informazioni di tutti i Comuni su ricettività alberghiera, percorsi culturali, enogastronomici, naturalistici, eventi culturali, sportivi e di spettacolo e via dicendo. Se vogliamo davvero superare le parole e far sì che il turismo diventi il vero motore della nostra economia dobbiamo andare in questa direzione”.

Biondi ha illustrato i termini del protocollo d’intesa che sarà proposto dalla Provincia, nel quale sono stabiliti i servizi e i compiti dei singoli enti. E se i Comuni dovranno assicurare un adeguato supporto logistico (locali, arredo, collegamenti internet e via dicendo), la Provincia Regionale, in ossequio alle competenze attribuitele dalla Legge, curerà la realizzazione dei depliant, della segnaletica e la formazione del personale e dei volontari addetti agli info point.

Nel corso dell’incontro sono state presentate anche le iniziative legate al cicloturismo ed escursionismo, una nicchia turistica sempre più larga e particolarmente apprezzata anche dai turisti del nord Europa e d’oltre oceano. Biondi ha evidenziato che l’esistenza di una rete stradale interna, di regie trazzere, vecchie strade ferrate e sentieri naturali andrebbe completata con interventi di manutenzione, ripristino e messa in sicurezza. In alcune realtà, per esempio a Sant’Angelo Muxaro e sui Sicani, sono state già realizzate mappe abbastanza complete di percorsi molto suggestivi e molti operatori offrono servizi e pacchetti turistici.

La riunione è servita anche per parlare di SIBIT, il progetto transfrontaliero che ha portato già alla prima offerta cicloturistica, con due tracciati: la linea costiera Licata-Agrigento-Sciacca e quella interna Agrigento-S. Stefano di Quisquina. Percorsi già mappati e testati dagli esperti, ai quali se ne potranno aggiungere altri. La Provincia si farebbe carico anche in questo caso, di formare le guide locali, sempre nell’ottica di una piena collaborazione tra Provincia, Comuni, Pro Loco e tutti i soggetti interessati alla promozione del territorio.

Biondi ha infine fanno cenno alla partecipazione della Provincia alla BIT di Milano, con un progetto il cui format di adesione è già pubblicato sul sito internet istituzionale e a disposizione di Comuni e imprenditori del turismo.

Un pensiero su “Turismo a Santa Margherita e nelle Terre Sicane

  1. l

    Strano che non abbia partecipato il nostro sindaco IMPASTATO a quella riunione tecnica organizzata dalla Provincia di Regionale di AGRIGENTO per promuovere lo sviluppo turistico a MONTEVAGO.
    Ho sentito in giro che il nostro sindaco IMPASTATO sta lavorando, assieme a tanti ex amministratori e suoi alleati politici, uno fra tutti il prof. LILLO MIGLIORE, a un grosso progetto di museo di cattedrali nel deserto a MONTEVAGO, frutto di trenta anni di impegno politico e amore per MONTEVAGO .
    Ma forse, l’assenza, è giustificata dal fatto che ancora manca l’ultima e fondamentale opera, che, pur se con trenta anni di ritardo, stanno per realizzare, L’AREA ARTIGIANALE.
    Essa si andrà ad aggiungere a quelle opere, che già hanno realizzato che sono: il mattatoio comunale, il depuratore, i pozzi del monte magaggiaro con le opere annesse, la città dei ragazzi, la piazza bianca nel vecchio centro, le centinaia di case chiuse e abbandonate, la biblioteca, il refettorio scolastico, le serre adiacenti al terreno dove dovrà nascere l’area artigianale, e altre opere minori
    Ho sentito pure, che la realizzazione del progetto sarà a costo zero.
    Dunque per la prima volta nella storia di MONTEVAGO si realizzerà un’opera senza spreco di denaro pubblico.
    Per finire mi è stato ancora detto, che la realizzazione di questo museo, unico nel suo genere, a dire dei progettisti, sarà sicuramente di impulso per lo sviluppo del turismo a MONTEVAGO, visto che siti come la solita villa romana, ormai divorata dalle erbacce, il vecchio centro diventato una discarica a cielo aperto o la grotta dei personaggi ormai umida e buia obsoleti.
    Lillo 1965

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