Sondiamo il Premio e la Settimana Gattopardiana

premio 2010premio 2010(1472) Ci sembra doveroso indire un sondaggio per vedere che gradimento hanno suscitato questi eventi culturali agli occhi di chi segue questo sito.
(Ricordiamo sempre che si tratta di espressione di tendenza)

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3 pensieri su “Sondiamo il Premio e la Settimana Gattopardiana

  1. gdigiovanna

     

    Signori di questo blog, è giusto che voi facciate questa indagine sul premio letterario e sulla settimana del Gattopardo.Ma a tutti è balzato agli occhi ciò che è accaduto.A tutti quelli, pochi, che hanno avuto la possibilità di stare qualche serata in paese è stato evidente l'oggettività di un disastro.

               Poca gente al premio e, soprattutto, annoiata

    • Un'organizzazione disastrosa e approssimativa

    • Serata monotona, da spettacolo di teatro da cabaret nazional-popolare

    • siparietti semicomici di totale improvvisazione

    • le autorità politiche e culturali hanno preferito qualche spiaggia siciliana

     Dice bene il signor Francesco Giuffrida Samonà, tutto è in discesa, o meglio il premio Gattopardo con il suo leoncino crollato è moribondo.Dopo 35 minuti me ne sono andato, continuano a confondere un premio della letteratura per un festival dei premi spalmati a tutti .
    Non se ne può più.

    In tutta questa confusione di premi e premiati, un vincitore c'è sicuramente: la MEDIOCRITA'

    Giovanni

  2. gigisam

    Al gentile gdigiovanna di cui sopra, credo dovere un paio di precisazioni ; La prima, sulla mia identità, io sono "Giacomo Giuffrida–Samonà," e non come erroneamente scritto "Francesco Giuffrida " titolare delle Terme Acquapia e Non assolutamente Samonà di secondo cognome.  e fra gli sponsor della manifestazione,  Errore comunque giustificabile data l'importanza  e notorietà del sig. Francesco . Giuffrida, che come detto contribuisce a sponsorizzare la manifestazione,ma cosa che nei miei commenti mi impone di adottare il doppio cognome, proprio per evitare siffatti errori di identificazione. . Detto questo, concordo totalmente con con Lei sui commenti esternati nel suo post; commenti peraltro, che in modo soft avevo anch'io adombrato nei miei precedenti appunti sulla manifestazione, in deciso calo in questa edizione, rispetto a delle precedenti edizioni decisamente migliori e di ben altro tono. In effetti, un Premio come il Tomasi di Lampedusa, giunto alla sua settima edizione, mi sembra stia compiendo il gravissimo e pericolosissimo errore di adagiarsi su presunti allori, ritenendosi quindi ARRIVATO,ed appiattendosi quindi su di una banale ripetività di formule, che lo rendono stremamente stancante e monotono, e la prova più lapalissiana è stato il pressochè ASSOLUTO SILENZIO in merito, della stampa nazionale, COSA GRAVISSIMA per un premio che, come il Lampedusa, si fregia dell'etichetta di INTERNAZIONALE. .(IN confronto si veda il battage giornalistico sullo STREGA, tanto x citare) (Insussistenza quindi di un adeguato Ufficio Stampa !!!).  Sorvolando sulle opere premiate e presentate, cosa che non attiene questo mio intervento, , e guardando solo allo spettacolo, devo purtroppo concordare con Lei sulla assoluta mancanza di idee innovative nella formula propoositiva e realizzativa delle varie serate, ristrette per di più solo al vuoto lunare del terzo cortile, senza alcun tentativo od idea di allargare gli spazi fruitivi della manifestazione e dei suoi appuntamenti alla circostante bellissima villa Cutò , desolatamente vuota nella sua assoluta solitudine. Spostare lì degli appuntamenti, sarebbe idea non trascurabile e di sicuro effetto, e non certo limitata da un budget economico eventualmente risicato. Anzi, sarebbe un ulteriore VALORE AGGIUNTO a costo zero !! Se la direzione artistica non ha pensato di utilizzare tale spazio, avrà avuto senz'altro le sue buone ragioni, che sarebbe però il caso di conoscere esplicitamente e motivatamente. Ad esempio, lancio a caso un ideuzza semplice semplice, gli incontri col pubblico e con la stampa con i vari autori, si potrebbero tenere in quella  fresca e lussureggiante cornice, ed ad ore più cristiane, piuttosto che nella piccola fornace del teatro Sant'Alessando, bello e piacevole d'inverno ma torrido ed asfissiante d'estate. Così come lì si potrebbe delocalizzare una serata dedicata a qualche spettacolo, magari musicale ed in tema, ed al profluvio (inevitabile ????!!!!) di targhe e  targhette minori, ed affini vari, che ha realmente appiattito ed ingolfato, da vera sagra di terz'ordine, la serata principale del Premio vero e proprio, facendo peraltro perdere l'interesse quasi, allo stesso da parte del pubblico e della critica.
    Indubbiamente, il pecorile terzo cortile, pur nella lunare e spoglia vastità dello spazio, offre minor fatica progettuale ed immaginativo-organizzativa agli addetti ai lavori, ed in periodo agostano, col caldo che martella, il risparmio di energia, anche intellettiva, è assolutamente basilare. Come si dice, "mens sana in corpore sano ! ". Sulle altre Sue note, che condivido in pieno,  non mi addentro, non per mia mancanza di idee in materia, quanto volutamente per costringere, spero, i responsabili della manifestazione ad un maggior impegno organizzativo. Il Premio Tomasi di Lampedusa NON merita certo di morire nel piattume assoluto naufragando miseramente  nella banalità di una collaudata sagra di paese, ma che si mettano in campo vere e fattive professionalità organizzative e culturali che, vista l'edizione testè andata in scena, sembrano, a mio sommesso avviso, se non inesistenti del tutto, almeno piuttosto evanescenti..
    GIACOMO GIUFFRIDA-SAMONA'

  3. gdigiovanna

     Gentile dottore Giacomo Giuffrida Samonà, a Lei vanno le mie scuse per averlo confuso, senza premeditazione con l'altrettanto gentile e cortese proprietario del noto stabilimento termale che insiste nel territorio di Partanna (o forse di Montevago?).

    Grazie per la Sua gentile precisazione che mi permette, altresì, di svelare un terribile dubbio che mi aveva assalito, certamente dovuto dalla mia non conoscenza delle persone.

    Infatti appariva strano, contraddittorio e paradossale come le Terme Acque Pie, con il suo proprietario, potevano da un lato sostenere economicamente il premio letterario e contemporaneamente criticare aspramente (giustamente) una manifestazione culturale ormai purtroppo “arrivata alla frutta”, o per dirla in termini termalistici con “l'acqua alla gola”.
    Oltre alle dovute scuse, a Lei va il mio apprezzamento per aver saputo fotografare una situazione di decadenza di una manifestazione che ho frequentato ed apprezzato molto.

    A Lei sempre un plauso perchè le sue critiche moderate e costruttive sono accompagnate da validi suggerimenti che spero tanto siano adottati da chi organizza il premio caro ai santamargheritesi e all'intera Sicilia.

     Giovanni

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