S.Margherita di Belìce: ancora sull'amianto

ab3_medium(2216) Riprendiamo un articolo di Maria Gabriella Ricotta per il sito SiciliaInformazioni, in cui la giornalista parla anche del nostro paese e del problema dell’amianto. 
Sono più di 4000 l’anno le vittime dell’amianto in Italia di cui circa 400 l’anno solo in Sicilia. Una strage silenziosa e globale come Fukushima. La Comunità Europea lo ha bandito dall’eurozona ormai da anni e il processo Eternit è entrato nel vivo. L’amianto infatti provoca uno dei tumori più dolorosi: il mesotelioma. I dati del Registro nazionale dei mesoteliomi (Renam) assomiglia a un bollettino di guerra: 9.166 i morti in Italia dal 1993 al 2008 a causa del solo mesotelioma, 4000 i morti ogni anno in Italia a causa di tumori provocati da amianto, numeri che, secondo lo stesso Registro nazionale, avranno il loro picco tra il 2010 e il 2015.

Le regioni più colpite, secondo il rapporto biennale Renam, il Piemonte dove si sono registrati 1963 morti, a seguire la Liguria (1.246) e la Lombardia (1.025). Al Sud è in testa la Sicilia seguita da Campania, Puglia, e Calabria.

Combattere quetso fenomeno si può e si deve. Il rapporto del Renam dice che è possibile studiare, catalogare il male. E nel farlo, trovare accorgimenti per arginarlo. Ad esempio, fare le bonifiche e farle bene.

I magistrati della Corte d’Appello di Caltanissetta hanno recentemente posto sotto sequestro un cantiere di Gela, accogliendo le richieste dell’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, che aveva rilevato e denunciato la presenza di amianto in quel cantiere. C’è da sperare che si proceda anche alla bonifica del territorio interessato.

Un altro modo per combattere il fenomeno, forse il più importante, è quello di informare correttamente, creare una cultura, una sensibilità al problema, non solo a livello istituzionale, ma anche nel popolo che deve conoscere la pericolosità di queste sostanze e tutelare se stesso e il proprio territorio, considerato che c’è ancora molto da bonificare.

Il 28 aprile 2011 nella giornata mondiale dell’amianto anche Papa Benedetto XVI ha squarciato il velo di silenzio, e acceso i riflettori del mondo sul dramma delle vittime dell’amianto, esortando le associazioni presenti “a proseguire la loro importante attività a difesa dell’ambiente e della salute pubblica”.

Lascia allora francamente esterrefatti l’esistenza di un cartello pubblicitario con su scritto “Amianto cemento Eternit, marchio depositato, prodotti di qualità in tutto il mondo” ancora appeso in bella mostra sulla statale 188 in territorio di S. Margherita di Belìce, dal tenore involontariamente tragicomico. E c’è da sperare che sia solo un cimelio dimenticato.

Le amministrazioni locali, che pure sembrano aver trovato tempo per autorizzare la costruzione di un discutibile edificio all’ingresso del paese che copre le belle rovine di palazzo Filangeri, non sembrano interessate ad un problema di proporzioni planetarie. Eppure dovrebbero visto che, dopo il terremoto del ’68 che distrusse l’intero paese, la successiva ricostruzione potrebbe aver fatto largo uso di quel “amianto, cemento Eternit” tutt’ora reclamizzato in quel cartello.

Chi ha occasione di visitare questo piccolo paese adagiato tra le colline e i vigneti nel cuore della valle del Belìce, si accorgerà che c’è un popolo operoso e molto accogliente. Auspichiamo che le amministrazioni locali vogliano tributare ai loro concittadini, già duramente provati dal sisma, l’attenzione e la cura che meritano. Potrebbero cominciare facendo le opportune verifiche e bonifiche e sostituendo quel cartello con uno che esorti a segnalare la presenza di materiali nocivi e a richiederne la rimozione seguendo correttamente le procedure previste.

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