Programma condiviso: Il Cittadino e le economie (Prima parte)

 Nuova puntata del nostro Programma Condiviso.
Il Cittadino e le economie (Prima parte)
AGRICOLTURA
Il Movimento vede con chiarezza e sottolinea l’orgoglio di vivere in un paese con un’economia a forte connotazione agricola ed è per questo motivo che chiede una spinta decisiva e realmente efficace per il rilancio dell’auto-sostentamento di questo settore; in parole più semplici si chiede di attivare una rete di canali di promozione dei nostri prodotti, che possono essere considerati a buon titolo dei prodotti di nicchia di ottima qualità, tale da farli assurgere all’attenzione regionale e nazionale, magari collegando l’eno-gastronomia locale con le altre manifestazioni presenti nel nostro paese, quali il premio letterario o l’estate margheritese, nonché con il parco letterario e la pro-loco, da noi ritenute fonti inesauribili di possibilità ancora non sfruttate. È importantissimo, secondo noi, tipicizzare i prodotti locali rendendoli indissolubilmente aderenti al territorio, connotarli alla nostra cultura ed ai nostri luoghi, in modo che questi possano godere di un reciproco beneficio. In questo caso si lascia libero spazio alla fantasia, ma come non notare che il vecchio paese terremotato è considerato solo un rudere o un ricovero per le greggi? Allora perché non legare un prodotto pecorino, quale la “vastedda” proprio al “paese vecchio”? Entrambe le cose potrebbero trarne un vantaggio!
Il mercato del contadino è una grande possibilità, se però concepito e gestito in modo diverso rispetto l’attuale realtà dello stesso. Deve favorirsi la partecipazione degli agricoltori locali e a loro devono dedicarsi spazi adatti e appositi.
Deve inoltre mettersi mano alla viabilità rurale, con il recupero di importanti vie in modo da permettere agli agricoltori un più facile raggiungimento del proprio “posto di lavoro”.
Al pari si deve redigere un piano per il recupero delle acque che spontaneamente nascono da sorgenti disseminate nel territorio e che si perdono inutilmente, senza un loro reale utilizzo a fini irrigui.
A vantaggio delle aree urbane si pensa di potere dar vita ad uno spazio, anche questo custodito in cui si possano ricoverare tutti i mezzi agricoli sparsi nel contesto urbano. Per esplicitare meglio questo concetto, si pensa alla creazione di uno spazio in cui ciascun agricoltore, anche a fronte di un minimo pagamento, possa godere di una porzione di terra in cui possano trovare agevole riparo i propri mezzi agricoli in modo da liberare i marciapiedi dall’ingombro di aratri e macchine destinate alla coltivazione della terra e ridare così dignità al centro urbano ormai destinato ad essere un enorme parcheggio di macchine agricole. A fronte di questa considerazione si chiede anche una maggior attenzione da parte delle forze preposte a far osservare le regole.

4 pensieri su “Programma condiviso: Il Cittadino e le economie (Prima parte)

  1. los_meriglio

    Il tema è interessante soprattutto oggi, visto il fattore crisi che risulta essere una problematica più che mai reale della panorama agricolo. Di segito alcune proposte. Ritengo che uscire dalla crisi in cui siamo piomabti richieda uno sforzo che vada oltre i confini comunali. Bisogna fare sistema utilizzando uno strumento che fino ad oggi si è rivelato un semi fiasco, non perchè lo strumento non possa essere di per sè idoneo, ma perchè è stato male e poco utilizzato, lo strumento è l’Unione dei Comuni. Ci vuole coraggio, ma non sarebbe impossibile con un pò di buona volontà.
    1) Istituire all’interno dell’Unione un consorzio. Detto Consorzio non deve gestire soldi da distribuire, bensì deve creare un marchio da apporre sui prodotti che provengono dalla zona in cui l’Unione insiste. Tale struttura deve individuare dei disciplinare, uno generico e tanti specifici, uno per ogni coltura che può venir fuori dal territorio, in cui sono individuati parametri di coltivazione certi. Il marchio viene attribuito slo al prodotto che ha quelle caratteristiche. Frumento/farina, olio, vino, carciofi, fichidindia, vastedda, formaggio e non saprei che altro viene contraddisto dal marchi se ha dei parametri qualitativi e viene coltivato secondo i dettami del disciplinare di produzione. Il consorzio ha il compito di pubblicizzare il marchio verso l’esterno con campagne pubblicitarie forti e incisive tese a comunicare il territorio e i suoi prodotti.
    2) realizzazione, sempre alivello di Unione, di un progetto legato alla viabilità rurale serio, tale che si possa, per un verso permettere ai contadini di raggiungere agevolmente i loro campi, ma permetta anche, a chi ha voglia di vedere e conoscere zone del terriotrio bellissime, ma attuelmente raggiungibili solo con ausilio di elicotteri.
    3) Considerato cheil territorio margheritese, ma anche quello dell’Unione, è in gran parte collinare crare una rete di laghetti collinari, promuovendo la costituzione di associazioni tra produttori per creare gli invasi con obblighi specifici in merito alla manutenzione, con assegnazioen di sovvenzioni, contributi e penali in caso di cattiva gestione. Ove possibile sfruttare le sorgenti. Sviluppare questo punto richiede grande sforzo, ma bisogna provarci, l’irragazione può essere il viatico per addivenire ad una diversificazione delle colture.
    4) Ritenendo che il lavoro agricolo sia funzionale anche al paesaggio pensare di attivare, mediante richieste di sovvenzione all’Unione Europea, di prevedere un rimboschimento delle zone incolte e/o impervie coinvolginedo i contadini proprietari dei fondi. Un assistenza al reddito agli agricoltori in caso di piantumazione di alberi e arbusti di macchia mediterrane, banditi i pini. In questo modo, nel lungo periodo potrebbe essere migliorato il paesaggio, oltre a porre un serio freno alla desertificazione e ai processi di aridificazione cui sono a rischio i terreni incolti. Sul come e sul quantum dei contributi e delle sovvenzione se ne potrebbe discutere, tuttavia iniziare a pensarci non sarebbe male, verificandone le fattibilità.

    Sul mercato del contadino nutro delle perplessità, non perchè non possa essere utile, semplicemente perchè ritengo, viste le dimensioni, che non possa essere sufficiente per superare la situazione difficile, attenzione non dico di abbandonare l’dea, semplicemente suggerisco di non mettere tanta energia in questo progetto.
    Sul ricovero dei mezzi, bo, certo decoroso non è, ma francamente non saprei a parte una banale domande, ma creare sotto il ponte dei garage? Non so, magari è una baggianata.
    Salute

  2. ariafritta

    Mi diverto a leggere tutta l’aria fritta promossa in questi giorni riguardante il capitolo proframmi! Ma quando mai nella politica locale il programma e’ stato l’elemento discriminante x scegliere un sindaco (eccezione fatta 10 anni fa con la questione oneri concessori che sappiamo oggi come e finita tanto di diventare cavallo di battaglia per un aspirante sindaco solitario e subito condiviso da ex amministratori che sulla questione hanno ampiamente toppato). Quindi nulla di nuovo sotto il cielo margheritese…. Prima lu sinnacu cu li voti e poi un pezzu di carta utile fra 5 anni pi lu bagnu…..

  3. ilmovimento Autore articolo

    Le osservazioni di Los_merisglio sono molto interessanti. E’ indubbio che un consorzio che garantisca la provenienza dei prodotti, che rappresenti un marchio unico e ne curi la commercializzazione sarebbe un buon mezzo per provare a dare respiro all’economia agricola. Lo stesso dicasi per l’irrigazione anche se l’idea di “cooperative” per la gestione degli invasi può diventare problematica vista l’attuale scissione sociale che c’è in paese.
    Chiaramente il progetto della viabilità assumerebbe una priorità assoluta.

    1. los_meriglio

      Non sono necessariamente cooperative. L’ente pubblico dovrebbe farsi carico di trovare i contribuiti e valutare ipotesi di fattibilità di laghetti collinari. E’ chiaro nessuno vuole e può imporre nulla, a meno che non ci sia l’approvazione di un piano progettuale di realizzare leghetti collinari. COmunque sia ove possibile realizzare un ivaso, previa dipsonibilità degli agricoltori sui quali terreni insisterà il laghetto e previa disponibilità di utilizzo da parte non saprei di almento 15 coltivatori, allora eccoti il contributo, attenzione se l’invaso non viene manotenuto, sono penali! Quindi, al meno di valutare come sopra detto piani grosii di realizzazione provenienti dall’ente, la proposa riportata sopra ha natura diversa e se gli agricoltori si vogliono cooperativizare che proble ci sarebbe? se si voglio associare? no problem. MAGARI

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