Programma condiviso: Il cittadino e l’Amministrazione Pubblica (Prima parte)

Iniziamo oggi la pubblicazione per “stralci” del nostro programma, che mettiamo a disposizione di tutti e che vorremmo fosse recepito da chi oggi ha la voglia e la possibilità di adoperarsi per il bene del nostro territorio.
Ci tocca però ricordare, a scanso di equivoci futuri, che si tratta ancora di una bozza di programma, non definitivo ma in continua costruzione.
Il Cittadino e l’Amministrazione Pubblica (Prima parte)
CONSIGLIO COMUNALE E INFORMAZIONE
Si vuole ridare il giusto spazio e vitalità al ruolo del consigliere comunale ultimamente completamente appiattito dalla logica clientelare posta in essere.
In questi ultimi anni, il ruolo del consigliere comunale si è ridotto a quello del “pupo”, silenzioso e immobile, chiamato soltanto ad alzare il braccio a comando del Sindaco o dell’Assessore di turno. Ciò ha comportato la formazione di specie di “dittatura” del Sindaco, il cui unico punto di vista e d’agire è stata la guida del paese, senza contraddittorio e senza opposizione alcuna; causando altresì un arretramento del paese ormai palesemente visibile anche ai più scettici.
Si chiede anche, che la tanto declamata comunicazione continua tra il settore amministrativo e la popolazione possa realmente essere posta al centro dell’attenzione: i comizi, le informazioni e i periodici che ci erano stati promessi sono stati per quattro anni una mera illusione! A memoria nostra, dal maggio 2007 a dicembre 2011, c’è stato un solo e unico comizio degli amministratori, tra l’altro anche povero di contenuti.

UNA NUOVA DELEGA ASSESSORIALE
Nella nostra idea c’è la possibilità di prevedere un nuova delega per un assessore; una figura nuova con delle mansioni nuove e più specifiche: l’assessore al personale. Si tratta di un responsabile di tutta la forza lavoro a carico dell’ente comunale, e quindi del contribuente, che possa dar vita a dei piani programmatici sui lavori da svolgere e possa tenere sotto controllo l’evoluzione degli stessi, che si occupi delle emergenze in modo specifico e puntuale, con grossa tempestività e massima serietà, nel pieno rispetto delle esigenze della collettività e delle esigenze del personale. Detta figura dovrebbe, secondo noi, curare il rapporto con il personale del comune, occuparsi della pianta organica, dare slancio all’attività degli impiegati, attività di controllo nei confronti degli uffici. Nell’ipotesi in cui si materializzasse la nostra idea, sarebbe inoltre un garante di celerità ed operosità mai visto nell’ambito de nostro comune.

PARCO LETTERARIO
In nome della trasparenza e della buona amministrazione, troviamo assurdo e alquanto misterioso che il Consiglio Comunale e qualunque cittadino non può conoscere come agisce l’Istituzione del Parco Letterario, le sue spese e il modo di finanziamento. Oggi infatti nulla si conosce e non vige nessun obbligo per l’Istituzione, di informare e di pubblicare i propri atti. Per questo noi proponiamo l’obbligo per l’Istituzione di pubblicare periodicamente (ogni 6 mesi o alla scadenza dell’anno) un resoconto sui finanziamenti ricevuti, le fonti di finanziamento e i motivi di spesa sostenuti; resoconto da portare all’attenzione del Consiglio Comunale e da pubblicare in rete, rendendolo accessibile a tutti.

14 pensieri su “Programma condiviso: Il cittadino e l’Amministrazione Pubblica (Prima parte)

  1. los_meriglio

    L’idea del programma condiviso e partecipato non è male. In merito all’assessore alpersonale ricordo che dal lontano 1990 si parla di una distinzione tra il ruolo politico e quello gestionale. Il primo a Sindaco, Giunta e Consiglio comunale, il secondo a Dirigenti, capi area, funzionari e via dicendo. Il testo unico sugli enti locali prevede che il rogolamento sugli uffici e sui servizi sia approvato dalla Giunta, unico atto di natura regolamentare non approvato dal Consiglio. Significa che l’organizzazione della macchina amministrativa è di competenza dell’organo esecutivo. Sulla base di questo l’obiettivo da raggiungere è che riparare le buche nelle strade è competenza della parte gestionale in quanto Sindaco e Giunta hanno individuato, mediante approvazioned el PEG (piano Esecutivo di Gestione) le risorse e i responsabili. Quindi la machina funziona se a monte c’è una seria programmazione di risorse siano esse umane che finanziarie. I compiti dell’assessore al personale non sono quelle di ricevere il cittadino ed intervenire sul dipendente, non potrebbe, bensì quelle di monitorare le risposte fornite ed intervenire in senso politico sul dirigente assegnandogli risorse oppure in sede di valutazione, di competenza della giunta, diminuire gli emolumenti accesssori eventualmente riconosciuti con la produttività. Certo è che se il Sindaco e la giunta hanno correttamente operato, nel senso di avwere assegnato risorse umane e finanziarie suffcienti, hanno il titolo di chiedere conto del perchè il cittadino “PIPPO” li ha contattati per segnalare che la buca in quella strada non è mai stata riparata. La delega di assessore al personale tout court da assegnare ad una perosna ha poco senso, specie in un comune come SMB, certo è una delega che va assegnata, a mio avviso, insieme ad altre competenze.
    Attendo di leggere altre parti del programma elettorale, buon lavoro.
    salute

  2. lillo 1965

    Visto che si parla di programma condiviso, ed in particolare di cittadino e amministrazione pubblica, perchè non cominciare a parlare di bilancio partecipato.
    Il fine è di permettere ai cittadini di partecipare allo sviluppo ed alla elaborazione della politica municipale.
    Perché non cominciare a parlare di consiglio comunale On-Line.
    Affinché il concetto della TRASPARENZA nei processi amministrativi e nei rapporti tra istituzione e cittadino diventi fattore fondamentale e affinché si possa dare la possibilità al cittadino di CONOSCERE e poter INTERLOQUIRE.
    Immaginate la iterazione , cittadino, albo pretorio ON- Line, consiglio comunale On-Line, che esplosione di democrazia.
    Lillo 1965

  3. lillo 1965

    La legge 69/2009: obbligo dell’Albo (Pretorio) On line dal 1° gennaio 2011
    Dal 1° gennaio 2011 è entrato in vigore l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni italiane di dotarsi dell’Albo On Line. La disposizione è contenuta nell’articolo 32 della legge 69/2009.
    Tutti i cittadini, comodamente da casa, possono seguire passo dopo passo l’intera attività amministrativa del proprio comune di residenza collegandosi all’albo pretorio On-Line.
    Nell’albo pretorio, vengono pubblicati integralmente, tutte, le delibere di giunta, sindacali, di consiglio, le determine comunali dei capi settori e ogni qualsiasi attività che riguarda la vita politica e amministrativa.
    lillo 1965

  4. ilmovimento Autore articolo

    Rispondiamo a qualche osservazione già fatta:
    – Sull’opportunità di dare una delega al personale, in aggiunta ad altre deleghe, ad uno dei 4 futuri assessori siamo d’accordo. Un assessore con solo quella delega non è concepibile. Le competenze di questa “speciale” delega sarebbero varie: si andrebbe dall’organizzazione dei vari uffici comunali fino alla valutazione di tutto il personale in base anche ai risultati che si propongono di raggiungere. Si potrebbe anche pensare di affiancare anche una delega per i rapporti con il cittadino e quindi farsi portavoce per l’attuazione del programma, programmando dei periodici e comunque costanti incontri con il cittadino per informare sull’evoluzione dell’amministrazione. CIò determinerebbe una responsabilizzazione sia del personale e dei dirigenti in primis che della stessa giunta agli occhi del cittadino.
    L’idea del Bilancio partecipato, così come esposto non crediamo sia fattibile, perchè elemento troppo tecnico, che necessita anzi di determinate conoscenze e capacità. Si potrebbe però valutare l’opportunità di un bilancio “letteralmente” presentato e spiegato a tutti i cittadini in un incontro ad hoc, dove per “letteralmente” intendiamo dire spiegato con parole semplici e numeri reali.

  5. lillo 1965

    CARI AMICI DEL MOVIMENTO, LEGGENDO IL VOSTRO COMMENTO, MI RAMMARICO, PER COME AVETE LIQUIDATO IN FRETTA E FURIA LA PROPOSTA DI BILANCIO PARTECIPATO, MA COME SCRITTO DA VOI FORSE E’ TUTTA QUESTIONE DI CONOSCENZE E CAPACITA’.
    IN OGNI CASO L’IDEA DI BILANCIO PARTECIPATO E’ SEMPLICE.
    -I CITTADINI PREVENTIVAMENTE TRAMITE CONSULTE DI QUARTIERE, ASSOCIAZIONI ecc., PRESENTANO IDEE E PROGETTI.
    -SUCCESSIVAMENTE I DIRIGENTI INCARICATI DEL COMUNE DARANNO PARERE DI FATTIBILITA’ TECNICO-AMMINISTRATIVA, SELEZIONANDO I PROGETTI DA SOTTOPORRE AL GIUDIZIO DEI CITTADINI.
    – VOTO ENTRO UN PERIODO DETERMINATO.
    – LE IDEE E I PROGETTI PIU’ VOTATI, COME DA REGOLAMENTO, SARANNO APPROVATI DAL CONSIGLIO COMUNALE NELLA DISCUSSIONE DI BILANCIO.
    COME VEDETE BASTA UN SEMPLICE REGOLAMENTO COMUNALE.
    SALUTANDOVI, VI ALLEGO AL MIO COMMENTO, PER SCUPOLO, UNA DELLE TANTE PREMESSE SUL BILANCIO PARTECIPATO CHE HANNO ATTUAZIONE IN ORMAI DECINE DI COMUNI D’ITALIA PICCOLI E GRANDI CHE TOVERETE SU INTERNET.
    La legittimazione del potere di amministrare le risorse comuni della collettività scaturisce dalla delega concessa dai cittadini ai rappresentanti eletti. Tuttavia, in questa fase storica di scarsità delle risorse pubbliche, il complesso e articolato sistema di regole determina condizioni per cui si corre il rischio di creare meccanismi di rappresentanza che divengono sempre più autoreferenziali, generando una profonda divaricazione tra il principio del consenso e dell’opportunità politica e la capacità dell’amministrazione pubblica di rispondere ai reali bisogni della comunità. Tra le diverse leve di intervento, la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni di allocazione delle risorse, in sede di bilancio preventivo, viene considerata un sistema operativo ad elevata potenzialità al fine di perseguire un miglior equilibrio tra bisogni da soddisfare e risorse limitate. Nel mondo, ma anche in modo significativo in Italia, alcuni enti locali hanno colto queste opportunità ed avviato sperimentazioni di coinvolgimento dei cittadini nella costruzione del bilancio di previsione, cosiddetto “Bilancio Partecipativo” (o Partecipato). Per Bilancio Partecipativo si intende un modello di bilancio (non finanziario) che dia informazioni sulle priorità che sono state definite dalla collettività, soprattutto di quei soggetti che restano solitamente esclusi dalla realtà sociale a causa di problemi culturali e sociali, dell’eventuale mancato perseguimento delle stesse ed anche le motivazioni che hanno reso impossibile il soddisfacimento di tali bisogni. Il Bilancio Partecipativo è uno strumento propedeutico e di supporto al Bilancio Preventivo, in quanto, tramite il processo di partecipazione, la comunità può far avvertire all’ente locale alcune necessità più rilevanti rispetto ad altre sarà poi l’amministrazione che, preso atto di queste necessità, studiando le risorse finanziarie inserite nel Bilancio Preventivo, deciderà le eventuali variazioni di risorse, da un progetto ad un altro.
    P.S. A PROPOSITO VI RICORDO DI AGGIUNGERE AL VOSTRO PROGRAMMA CONDIVISO I REGOLAMENTI COMUNALI : IMPORTANTI STUMENTI POLITICO-AMMINISTRATIVI CHE SPESSO LE AMMINISTRAZIONI SOTTOVALUTANO.
    Lillo 1965

    .

  6. lillo 1965

    VISTE LE PREMESSE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE CHE “NULLA E’ CAMBIATO E CAMBIERA’ ”, IL BILANCIO PARTECIPATO PUO’ TORNARE UNO STRUMENTO UTILE PER IL CITTADINO PER PROPORRE QUALCHE BUONA IDEA E PROGETTI PER IL PAESE, DURANTE LA FASE AMMINISTRATIVA, CONSIDERATA OLTRETUTTO LA DESCRIZIONE DA VOI FATTA SUL RUOLO DEL CONSIGLIERE COMUNALE DI OGGI E AHIME’, PREVEDO, ANCHE DI “DOMANI”.
    Il movimento:
    . In questi ultimi anni, il ruolo del consigliere comunale si è ridotto a quello del “pupo”, silenzioso e immobile, chiamato soltanto ad alzare il braccio a comando del Sindaco o dell’Assessore di turno. Ciò ha comportato la formazione di specie di “dittatura” del Sindaco, il cui unico punto di vista e d’agire è stata la guida del paese, senza contraddittorio e senza….
    Lillo1965

  7. Los_meriglio

    Francamente visto i tanti problemi da affrontare il bilancio partecipato mi sembra uno strumento che può anche non essere utilizzato, anche perché credo sia più utile sapere: a) a quanto ammonta il bilancio comunale (entrate e uscite); b) a quanto ammonta la parte di spesa non comprimibile (personale, utenze ecc); c) semplice sottrazione mi trovo le risorse libere.
    Prima del bilancio partecipato bisogna dare i numeri, altrimenti si corre il rischio di scrivere il libro dei sogni, per poi vivere immerso negli incubi.
    Una piccola risposta al movimento, l’assessore al personale non può, ai sensi della vigente normativa, valutare nessuno. Il datore di lavoro in un ente tipo comune e’ il dirigente del settore del personale, quando addirittura non lo stesso dirigente cui e’ assegnato. Nel 99 per cento dei caso l’assessore al personale si occupa di beghe interne alla macchina comunale. Se l’obiettivo e’ valutare i dipendenti occorre prevedere strumenti diversi, esempio il dirigente valuta i propri dipendenti, i dirigenti vengono valutati non dall’assessore al personale ma dalla giunta nella sua interezza. I criteri devono essere certi.
    Salute

  8. lillo 1965

    Per il movimento, per quanto detto finora, francamente capisco, che il vero problema da affrontare e approfondire prima di andare avanti è il bilancio comunale, che non è solo un insieme di numeri o uno strumento per gli addetti ai lavori, ma il perno su cui si basa l’intera vita amministrativa.
    Esso stabilisce le priorità di cui la comunità ha bisogno, dunque importanti sono gli indirizzi e le scelte che una amministrazione si pone.
    Dalla scuola, ai lavori pubblici, agli aiuti sociali, dal rimborso dei prestiti alle attività culturali. ecc.
    Dunque recepisce le esigenze del paese e le tramuta in servizi e iniziative da attuare.
    E’ chiaro che una amministrazione deve rendere il bilancio comunale più chiaro e comprensibile a tutti i cittadini, assolvendo ai criteri di trasparenza e comunicazione di cui la stessa si deve fare carico.
    Di solito le stesse amministrazioni pubblicano i loro bilanci.
    Auguriamoci che tutto ciò avvenga.
    lillo 1965

  9. lillo 1965

    Per il movimento, non vi siete espressi, sul progetto di portare le sedute del Consiglio Comunale direttamente nelle case dei Cittadini, per stimolarne l’attenzione alla vita politica del paese, promuovere la PARTECIPAZIONE ed il coinvolgimento attivo dei Cittadini.
    Lillo 1965

  10. ilmovimento Autore articolo

    Rispondiamo a queste altre osservazioni.
    Il “bilancio partecipato”, visto così, potrebbe essere interessante. Non come bilancio creato da tutti ma come bilancio nascente dalle segnalazione dei cittadini. In effetti potrebbe avvenire in questo modo: i cittadini, racchiusi in comitati di quartiere e associazioni, alla luce delle finanze a disposizione dell’ente Comune, presentano al Consiglio Comunale istanze per ciò che sono le loro necessità “sociali” (intendendo per necessità sociali ciò che serve al paese in termini di strade, spettacoli, promozioni, ecc); il Consiglio Comunale è obbligato a discuterne in seduta ma non è obbligato, nei limiti delle finanze comunali, ad approvare l’istanza, in quanto dalla discussione potrebbe comunque nascere l’evidenza della non necessità. Sia l’approvazione che il rigetto devono essere comunque motivati. Però, chiaramente, che già se ne parli in una seduta, sarebbe un bel passo avanti e un bel segnale di partecipazione.

    Sui consigli online, possiamo dire che sono sia stati i precursori di ciò. Ben prima che divenisse obbligatorio per l’Amministrazione Comunale pubblicare sul sito istituzionale le sedute del consiglio comunale, noi abbiamo lottato e messo online le registrazioni di alcune sedute.

  11. lillo 1965

    Consiglio Comunale On-line, in mio suggerimento è quello di avere le due modalità di streaming di seguito indicate:

    • Consiglio Comunale in diretta (Solo Audio)
    • Consiglio Comunale in diretta (Audio e Video)

    il sistema audio e video automatizzato del Consiglio Comunale, permetterà di seguire on line la seduta via web.
    la sua applicazione modificherà per sempre il modo di interagire con i rappresentanti votati dai cittadini.

    Una vera e propria partecipazione alla vita democratica che va oltre la normale richiesta di informazione, assicurando l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini all’attività politica e amministrativa dell’Ente.

    cosi facendo il Comune farà proprie le raccomandazioni dell’Unione europea affinché le pubbliche amministrazioni locali siano parte attiva nella costruzione della ‘società dell’informazione.
    Lillo 1965

  12. ilmovimento Autore articolo

    Ora ci siamo capiti. Una diretta audio/video del consiglio comunale si potrebbe fare, tra le altre cose in maniera molto economica, attraverso una webcam e una piattaforma ad hoc, come abbiamo fatto anni fa in occasione della prima nostra manifestazione antimafia.
    Ottimo suggerimento!

  13. lillo 1965

    Bilancio partecipato: leggendo il vostro post di risposta, apprezzo che avete visto quanto interessante potrebbe essere l’iniziativa.
    È ovvio che l’iniziativa è tutta da sperimentare e da regolamentare.
    A proposito, vi ricordo l’importanza dei regolamenti comunali, che spaziano dal patrimonio, agli indirizzi urbanistici al verde pubblico ecc.
    Interessante potrebbe essere l’approvazione del P.E.C. (piano energetico ambientale), a tutela del territorio e dell’ambiente.
    Ma questa è un’altra storia, che, mi auguro approfondire appena si affronterà il tema dell’ambiente.
    Lillio1965

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