Novità sul latte crudo dall’Ass. all’Agricoltura e Politche Agricole Dott. Calasanzio

(154)Pubblico di seguito un preventivo che ho ricevuto ieri. Ho fatto qualche calcolo e il prezzo netto per il distributore di latte crudo, il modello base (quello per luoghi al coperto, come supermercati, panifici, Victoria 120) più il serbatoio in acciaio, comprensivo di Iva è circa 25.000 euro. A questa cifra bisogna sottrarre circa il 35% di contributi statali/comunitari a fondo perduto (per essere più preciso aspetto il nuovo decreto legge sulla materia che su internet è introvabile, ma comunque dovrebbero variare da regione a regione). Se anche due, tre allevatori si unissero in una piccola cooperativa, capite bene che la spesa sarebbe più che ammortizzabile. Pubblico anche il preventivo del distributore da esterno (Victoria 400) e del serbatoio. Quest’ultimo è diviso in due parti: una per il latte fresco, l’altra raccoglie il latte residuo di giornata per destinarlo alla pastorizzazione e quindi alla vendita tradizionale (il latte avanzato non si perde)Per avere altre info scrivete all’indirizzo del Movimento.


19 pensieri su “Novità sul latte crudo dall’Ass. all’Agricoltura e Politche Agricole Dott. Calasanzio

  1. utente anonimo

    Roma – Con il superamento degli ostacoli burocratici alla diffusione dei distributori di latte alla spina appena munto si favorisce la diffusione di un sistema di vendita diretta che offre un prodotto genuino, di alta qualità e con prezzi inferiori di oltre il 40 per cento a quelli di mercato.E’ quanto afferma la Coldiretti che ha sostenuto il decreto legislativo che ha avuto il via libera del Consiglio dei Ministri e che semplifica le modalità per l’installazione dei distributori di latte crudo presenti già a centinaia sul territorio nazionale. La rapida diffusione dei distributori automatici di latte fresco – sottolinea la Coldiretti – è il frutto di un interesse comune di allevatori e consumatori a ridurre le intermediazioni, combattere le speculazioni e garantire una remunerazione adeguata agli allevatori con prezzi convenienti per i consumatori. Un fenomeno che riguarda anche altri settori con quasi sette italiani su dieci che hanno acquistato vini, ortofrutta, olio, formaggi, e altre specialità direttamente dalle 48.650 imprese agricole nazionali che offrono questo servizio giudicandolo in maggioranza conveniente, sulla base dei dati dell’Osservatorio nazionale sulla spesa in campagna promosso da Coldiretti e Agri 2000.

    Una tendenza che la Coldiretti intende sostenere con l’apertura nelle città di mercati gestiti direttamente ed esclusivamente dagli imprenditori agricoli delle campagne con l’offerta di prodotti locali, freschi e di stagione sull’esempio dei Farmers Market diffusi in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Nei distributori è possibile acquistare – spiega la Coldiretti – “latte crudo” ottenuto direttamente dalla mungitura e non trattato termicamente, a differenza sia del latte fresco pastorizzato che di quello a lunga conservazione (UHT). Si tratta di una terza possibilità offerta a vantaggio di chi non si accontenta delle offerte tradizionali (UHT o pastorizzato) e vuole invece gustare latte freschissimo tutti i giorni naturalmente in linea con tutte le normative igienico sanitarie in materia. Il latte fresco appena munto se conservato in frigo dura 48 ore e – sottolinea la Coldiretti – è venduto in tutte le regioni del Nord dalla Lombardia al Piemonte, dal Friuli al Veneto all’Emilia Romagna ma anche nel Lazio fino alla Puglia. Fare il “pieno” è possibile con una bottiglia da un litro riutilizzabile che viene riempita di latte appena munto dopo aver inserito una moneta da un euro nella macchinetta distributrice.

    Un risparmio di oltre il 40 per cento rispetto al normale prezzo del latte fresco in vendita con anche il vantaggio – continua la Coldiretti – di riutilizzare il contenitore impiegato senza produrre inutili rifiuti. Le “milk slot machine” per la vendita diretta di latte dalla stalla al consumo incontrano il gradimento dei cittadini con un consenso in continua ascesa perché – continua la Coldiretti – conciliano convenienza e salute offrendo l’opportunità di gustare latte appena munto e di beneficiare delle sue note proprietà. Il prossimo obiettivo – conclude la Coldiretti – è quello di superare alcuni vincoli amministrativi presenti per garantire l’opportunità di gustare il latte fresco appena munto anche nei luoghi pubblici come le scuole, gli uffici, gli ospedali e le mense.

    coldiretti.it

  2. dxgiovanile

    E’ bene precisare e ringrazio un amico per avermelo fatto notare, che il latte crudo in questione è esclusivamente latte bovino, essendo il latte ovino crudo meno digeribile. E’ vero che nelle nostre parti è più diffuso un allevamento di tipo ovino ma anche quello bovino ha una buona incidenza.

    Vito Antonio Augello

  3. utente anonimo

    Per me è una cosa inproponibile…perchè non esiste persona in paese che comprerebbe latte da una macchina….specie gli anziani….ma ve lo immaginate?….e dove sono i bovini?

    vikkio

  4. utente anonimo

    Caro Vikkio, sottovaluti i margheritesi. Magari non tutti sono chiusi all’innovazione come te. Era improponibile anche che la terra girasse attorno al sole..

    BEnny

  5. utente anonimo

    io chiuso all’innovazione?ahahaa… mi propongo di fare un video dove intervisto varie persone per il paese proponendogli questa idea…vediamo cosa ne pensano…

    vikkio

  6. utente anonimo

    si, era improponibile anche il distributore automatico di contraccettivi….è ancora li’ e non credo che il farmacista ci perda 😉

    A.Russo

  7. IlMovimento

    Rispondo a Vikkio ed anche alla considerazione di Vito.

    Per comnciare dico che, se anche il nostro paese ha una zootecnia fortemente connotata da allevamenti ovini (vedi pecora della Valle del Belice / Vastedda della Valle del Belice), non vuol dire che non vi siano allevatori di bovine da latte ed oltre tutto va valutato attentamente il motivo per cui scarseggia questo tipo di investimento; infatti con nuove opportunità di guadagno, come quella prposta da Benny, si potrebbe cominciare a pensare di allocare sempre più risorse nella zootecnia bovina, ma chiaramente questa è solo una delle molteplici considerazioni che possono essere fatte a riguardo.

    La secoonda cosa la dico a Vikkio: Caro vincenzo credo che le tue conclusioni siano per lo meno affrettate, infatti devi considerare i grossi passi avanti che hanno fatto gli “anziani”… non liquidare il dicorso dicendo che è improponibile! pensa a quanta gente in là con l’età preleva al bancomat, cosa “improponibile” se si pensa al rapporto morboso che l’anziano ha col denaro, eppure si fa dare dei soldi da una macchina; quanti uomini e donne della terza età vedi in giro per la nostra via/piazza dialogare tramite cellulare? Anche questo “improponibile” fino a qualche tempo fa.

    Direi invece che bisogna guardare avanti attraverso soluzioni del genere, pensa per esempio che uno dei provvedimenti sempre auspicati e mai realizzati è la traccibilità del prezzo dei beni di origine agricola per capire come nella filiera il prezzo sale in modo così spropositato e chi ci guadagna nel mezzo: in questo modo la filiera scompare!

    Inoltre se ti fermi a parlare con qualsiasi anziano ti dirà che il latte di oggi non ha più il sapore di una volta e ti spiego anche il perchè: il latte viene sottoposto a trattamento termico ad alta temperatura per consentirne la lunga conservazione e poi omogeneizzato e standardizzato, oltre che scremato del grasso che poi costituirà il burro. Io a Viterbo compro il latte crudo in un dispenser come quello che ha filmato Benny, presso uno stabilimento di GDO; bene ti devo dire che ciò che mi diceva mio padre circa il latte di una volta è tutto vero: non è paragonabile a quello di adesso! il latte crudo che prendo io non sarà quello di una volta ma ti assicuro che non è quello in tetrapack.

    Per concludere dico che se anche non si realizzerà mai una cosa del genere a Santa Margherita di Belìce per il latte bovino crudo, quello che va sottolineato del secondo intervento filmato di Benny è il “modus operandi” degli imprenditori illuminati e supportati da corrette politiche del settore e dal giusto attegiamento da parte dei consumatori.

    Caro Vincenzo Ciaccio, se non ti va bene il ragionamento applicato al latte bovino crudo, pensalo linkato a qualsivoglia settore produttivo locale oggi attivo, anche senza pensare a ciò che potrebbe essere attivo anche domani.

    Grazie

    Giuseppe Milano

  8. utente anonimo

    Ahahahahaha benny!! Lo faccio io u vaccaro!! ahahahaha ma se manco si possono gestire cinque pecore, me lo trovi tu qualcuno che installa un impianto zootecnico che rispetta tutte le normative vigenti per l’igiene e che spende un mare di soldi?? Per aspettare cosa?? Che piuttosto che vendere il latte alle multinazionali che potrebbero ben retribuirlo, vende il latte da un distributore!!! ahahahaha comunque come idea non è male….Dario Ciaccio ([email protected])

  9. sxgiovanile

    A volte mi sento circondato da imbecilli. Ma vi sembra che i siciliani sono tutti rincoglioniti o che mai potremmo evolverci? Multinazionali che potrebbero ben retribuirlo? Ma hai letto il post? Il latte lo pagano 30 cent a litro, anzichè un euro. Poi, per tua informazione le multinazionali sono celebri per sfruttare i propri fornitori. Cari margheritesi, per questo Dario non siete nemmeno in grado di gestire 5 pecore. Ma che messaggio mandiamo? Ma che ci fate tu e quell’altro fossilizzato nel Movimento?

    Benny Calasanzio, sempre più interdetto.

  10. utente anonimo

    perdonami, forse non ho capito bene… cioè tu vorresti fare credere a me o a chissà quanta gente di questa tua insulsa idea? cmq no, il post non l’ho letto…ma sai di cosa stai parlando? me lo trovi tu qualcuno che investe dei soldi nel campo della zootecnia? sei informato in materia? perchè non ti laureavi in zootecnia? perchè non parli con un tecnico al posto di cummattere cn internet? che ne sai tu di composizione di stalla e di razione alimentare? ma dici vero? tu vuoi proporre una macchina e l’allevamento chi lo fa? chi produce il latte? chi beve il latte? Dario Ciaccio([email protected])

  11. utente anonimo

    Io sarò un fossilizzato, ma tu sei talmente tanto superficiale ed orgoglioso da non renderti conto nemmeno dei veri problemi che esistono A santa margherita belice… manca la luce! mancano delle strutture! e tu mi vai a cercare il distributore di latte crudo che non ce l’hanno nemmeno nel Liechtestein!!! ma per favore DarioCiaccio ([email protected])

  12. utente anonimo

    E comunque finisco di aggiungere, se per te non vado bene, me ne posso anche andare. tanto ormai sei un pezzo grosso, e come tutti i pezzi grossi hai tropoo orgoglio e guardi dall’alto verso il basso e non dal basso verso l’alto…Bacioni, tuo piccolo schiavo ignorante

  13. utente anonimo

    Le mie risposte e soluzioni le ho fornite nei post. Non aggiungo una virgola. Caro Vito credo che non siano sciocchezze, ma se dobbiamo fare le persone serie io sono qui, sennò cercate altrove.

    Benny

  14. utente anonimo

    ma cosa hai aggiubnto? che nn sono questi i problemi fondamentali di santa margherita??? Dario ciaccio ps comunque io e vikkio tieniamo in considerazuione il tuo sugerimento caro benny

  15. utente anonimo

    Perchè non ribattere alle proposte di benny con delle altre proposte visto che a distruggere solamente non ci guadagna nessuno?Eh magari si potrebbe mantenere la discussione su livelli meno …..” goliardici ” ……?

    Andrea Perricone

  16. dxgiovanile

    Ripeto cercando di spiegarmi meglio.

    Non penso che questo sia il luogo adatto per discutere di divergenze personali mascherandoli con divergenze d’opinioni. Siamo tutti liberi di pensare e di pensarla a modo nostro.

    Invito quindi tutti ad attenersi al tema e a rispettare le idee altrui, senza alcun bisogno di minacciare scissioni, di deridere le altre opinioni.

    Grazie

    Vito Antonio Augello

  17. utente anonimo

    Commento la proposta di Benny Calasanzio in ritardo in quanto consulto il blog ormai raramente. Spero che il mio commento, assolutamente oggettivo sia vissuto con serenità e obiettività da chi lo leggerà.

    L’idea di Benny in vero non è male ma è assolutamente avulsa dalla nostra realtà territoriale per diversi motivi. Il primo dei motivi è che la realtà zootecnica del nostro territorio (come ben scrive Vito) si compone esclusivamente di ovini da latte e il latte ovino, com’è a tutti noto, non può assolutamente essere utilizzato per il consumo diretto ma deve essere destinato esclusivamente alla trasformazione casearia. La presenza sul nostro territorio di Bovini e caprini da latte che giustificherebbero, solo parzialmente la presenza del distributore proposto da Benny, è assolutamente irrilevante. I pochi bovini esistenti nel Belice sono, infatti, allevati esclusivamente per la produzione di carne. Inoltre occorre considerare che chi volesse dedicarsi all’allevamento bovino da latte dovrebbe per prima cosa procurarsi le quote latte (quasi impossibile trovarle, considerato che per l’U.E. la nostra Nazione è considerata eccedentaria per la produzione di latte) senza le quali nessun allevatore può produrre latte bovino. Il secondo motivo è che per commercializzare il latte crudo, questo deve ripsondere ad una serie di requisiti qualitativi, e igienico sanitari che devono essere opportunamente certificati, in ogni caso il latte crudo ha una durata, se adeguatamente refrigerato, di non oltre 2- 3 giorni. La quota di latte residuato, pertanto quasi giornalmente andrebbe dunque pastorizzato se non addirittura sterlilizzato come per i tradizionali latti UHT che si trovano in commercio. E qui mi chiedo: Se chi conferisce sono pochi allevatori, in qualche modo associati: chi ritirerebbe il prodotto in eccesso ? Gli stessi allevatori ?

    Se si, sono attrezzati con un pastorizzatore ?

    Sicuramente no, e quindi dovrebbero rivendere il latte.

    A che prezzo ?

    A chi?

    Chi sarebbe disposto ad acquistare un latte bovino di due tre giorni e per farne che ?

    In effetti, a mio avviso e per la mia esperienza, la Tua proposta, Benny, non è assolutamente plausibile nel contesto del nostro territorio e della nostra realtà zootecnica.

    Le strategie da porre in atto, e sulle quali stiamo lavorando, sono ben altre e puntano a risolvere una serie numerosa di atavici problemi (a partire dalla mancanza di una solida base aziendale) che rappresentano per le nostre aziende zootecniche un notevole limite al loro sviluppo. E’ ovvio che ci vorrà tempo perchè è ormai da diversi decenni che nel settore agricolo e zootecnico del nostro territorio non c’è un seria programmazione. Questo è quello che nel nostro piccolo, nel silenzio e nella penombra delle mille problematiche di tutti i giorni, io e tutti coloro che mi collaborano stiamo cercando di fare. Spero di riscrivere presto su questo vostro blog non più per raccontarVi di programmi da sviluppare bensì di programmi presentati e in corso di attuazione.

    Colgo l’occasione per esprimere il mio apprezzamento per lo sforzo fatto da Benny nel tentativo di proporre iniziative a sostegno del settore zootecnico del nostro territorio. Al tempo stesso colgo l’occasione per augurare a tutti i un sereno e prospero 2008.

    Saluti

    Baldo Portolano

  18. utente anonimo

    messaggi che non valgono nulla

    gli africani li teniamo ignoranti apposta,

    non facciamo la stessa cosa in italia

I commenti sono chiusi.