Modifiche statutarie all’Unione Terre sicane. Non raggiunto il quorum dei 2/3 anche alla seconda seduta

unione4di Francesco Graffeo
Nuova fumata nera al consiglio dell’Unione dei Comuni Terre Sicane. Per la seconda volta consecutiva, non è passata la proposta delle modifiche statutarie, che a detta dei proponenti dovrebbe semplificare e snellire, l’Ente sovraccomunale. Nonostante 16 consiglieri presenti, sui 20 convocati, in sede di voto non è stato raggiunto la maggioranza qualificata. Infatti, favorevoli alla proposta, dopo oltre un’ora di accese discussioni, sono stati in 13, contrari 3 (Ludovico Viviani di Menfi, e i due consiglieri di minoranza di Sambuca: Giuseppe Verde e Massimiliano Armato). I voti minimi richiesti per la maggioranza qualificata erano14 voti. Adesso, se ne discuterà nella prossima convocazione dell’assise sovraccomunale, che si terrà giovedì 7 novembre, dove invece è sufficiente la maggioranza semplice. Le assenze, ancora ed una volta, hanno avuto una conseguenza in sede di voto per il raggiungimento del quorum. In questa seduta risultavano assenti due consiglieri di Montevago: Cutrera e Catalano, La Placa di Menfi e Pendola di Sambuca. Il dibattito ha avuto anche dei toni accesi tra i favorevoli alle modifiche statutarie ed i contrari. Posizioni nettamente divergenti si sono registrati tra la vicepresidente dell’Unione Teresa Monteleone, favorevole alle modifiche, e Viviani. Anche il super sindaco delle Terre Sicane, Calogero Impastato, ha “richiamato i consiglieri contrari alle loro responsabilità politiche sulla dilazione dei tempi per l’approvazione delle modifiche statutarie che, sta pregiudicando l’organizzazione di alcuni servizi essenziali che si devono andare a costituire a brevissimo tempo, quali l’Aro”. Viviani, intanto ha rispedito al mittente le accuse mosse. “Non si capisce perché si vuole fare valere la forza dei numeri, e non invece utilizzare l’attuale assetto dato all’Unione, che può benissimo lavorare e programmare le scadenze che vengono mosse, e nel contempo discutere in sede di Consiglio dell’Unione le modifiche statutarie proposte”. Le modifiche all’esame del Consiglio delle Terre Sicane, di fatto, incidono profondamente sull’organizzazione dell’ente sovraccomunale, che dovrebbe gestire sotto un’unica bandiera servizi in comune tra Menfi, Santa Margherita, Sambuca e Montevago. Fra le modifiche previste: il taglio dei costi della politica, (cioè niente più gettoni di presenza per assessori e consiglieri), la riduzione del numero dei consiglieri che da 20, dovrebbero passare a 12, (punto questo di acceso scontro) e la presenza dei sindaci in seno alla Giunta di governo dell’Ente Sovraccomunale. Intanto nel corso della seduta è stata votata all’unanimità, la proposta sollevata dal consigliere Sario Arbisi di Sambuca, di rinunciare alle 30 euro di gettone di presenza per le sedute celebrate a partire dal 17 ottobre. Un fatto, questo, che fa risparmiare alle Terre Sicane, già 900 euro per le prime due sedute celebrate.

3 pensieri su “Modifiche statutarie all’Unione Terre sicane. Non raggiunto il quorum dei 2/3 anche alla seconda seduta

  1. Angelo Triveri

    C’è qualcuno di buona volontà che mi spieghi il perchè questo carrozzone debba ancora rimanere in piedi? Che mi faccia capire quali sono i vantaggi di cui abbiamo usufruito fino ad oggi? Quali progetti sono stati portati a termine, portando ai comuni che ne fanno parte indiscutibili benefici? Capisco le buone intenzioni di alcuni consiglieri che hanno proposto l’annullamento dei gettoni di presenza ed altre bellissime iniziative (almeno sulla carta), capisco anche che l’ente sovracomunale potrebbe, anzi dovrebbe, essere un buon mezzo per accedere a risorse monetarie di vario genere, ma se non riusciamo a farlo funzionare come si deve, forse è il caso di mettere un PUNTO e destinare le risorse ad altro. Che dite?

    1. francesco catalano

      La scelta compiuta dal Consiglio dell’Unione giovedì scorso non può che definirsi, quantomeno, sciagurata. Sia sotto il profilo del metodo, che sotto quello del merito. Lo è sotto il profilo dell’iter seguito per apportare le modifiche statutarie. Infatti il tutto è avvenuto in palese violazione dello statuto previgente che affidava il compito di proporre e approvare le modifiche allo stesso Consiglio dell’Unione. Mentre quest’ultimo è stato mortificato e semplicemente ridotto a ratificare decisioni già prese da altri in contesti non ufficiali.
      Ancora più sciagurata è la decisione presa sotto il profilo del merito, perché rende ancora più elitario e chiuso un ente, l’Unione, che avrebbe invece avuto bisogno di aprirsi.
      Infatti il presidente dell’Unione ed il presidente del Consiglio dell’Unione ci hanno proposto delle modifiche statutarie che rendono membri di diritto del consiglio i presidenti dei 4 consigli comunali. Inoltre ulteriori modifiche stabiliscono che il presidente dell’Unione invece di essere eletto dai consiglieri dei 4 comuni in seduta plenaria, adesso sarà eletto solamente dal Consiglio dell’Unione del quale sono, per giunta, stati ridotti i componenti. Peraltro quest’ultimo è un organismo di secondo livello, già composto da consiglieri designiati a farne parte dai vari consigli comunali.
      Adesso oltretutto del consiglio dell’unione sono stati ridotti per giunta i componenti.
      Insomma invece di aprire l’Unione e di andare verso i cittadini è prevalsa la volontà di chiudersi. Invece di proporre l’elezione del Presidente dell’Unione a suffragio universale, tra i cittadini dei 4 comuni, è prevalsa la volontà di prendere le decisioni in circoli più ristretti.
      Così le decisioni invece di nascere dall’accordo dei 4 sindaci dei 4 comuni, come avveniva in passato, nel disprezzo dell’opinione del Consiglio dell’Unione e dei consiglio comunali, adesso avverranno, ancora peggio, con l’accordo dei 4 sindaci e dei 4 presidenti dei consigli comunali!
      Bel salto di qualità.
      Viva la condivisione delle scelte!
      Tutto questo è stato approvato da un numero di consiglieri pari a 12 su i 20 componenti il Consiglio dell’Unione.
      Questo perché le regole del gioco vanno approvate e condivise quanto più possibile!
      Sarebbe stato molto più utile e condivisibile proporre l’abolizione di tutti i gettoni di presenza di assessori e consiglieri dell’Unione per abbattere i costi della struttura. Investendo energie e risorse nella condivisione delle scelte con un presidente, eletto a suffragio universale, che rappresentasse tutti i cittadini ed un consiglio che gli facesse da alter ego, designando al suo esterno gli assessori che avrebbero dovuto coadiuvare nel governo il presidente dell’Unione.
      Ma i manovratori hanno scelto diversamente!

      Francesco Catalano ( consigliere comunale del gruppo “Uniti per Montevago”

      1. Angelo Triveri

        Intanto la ringrazio perchè finalmente qualcuno si degna di riferire in merito alla questione “CARROZZONE Unione Comuni Terre Sicane”.
        Detto ciò, ne approfitto e le porgo qualche domanda:
        1) Riguardo l’abolizione dei gettoni di presenza, mi pare di aver capito (almeno così recitano alcuni siti web locali) che siano stati aboliti a consiglieri e assessori; se così non fosse potrebbe per favore dirci qual’è la reale situazione?
        2) Dalla sua lettera si evince il suo disappunto sulle modalità con cui si è arrivati all’approvazione delle modifiche statutarie, ma sinceramente non ho ben capito quale fosse la sua posizione… Lei è per la chiusura del carrozzone, l’avrebbe lasciato com’era, o altro?
        3) Visto che conosce bene la rete civica “Unione Comuni Terre Sicane” (se non erro è già da qualche tempo che ricopre l’incarico di consigliere), potrebbe risponedere alle domande del mio primo post? Le rifaccio per sicurezza:
        – Quali sono i vantaggi di cui abbiamo usufruito fino ad oggi, in relazione ai soldi che ogni comune versa all’Unione?
        – Quali progetti sono stati portati a termine, portando ai comuni che ne fanno parte indiscutibili benefici?

        La ringrazio per la sua disponibilità.
        Distinti saluti

        Triveri Angelo

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