Il Museo della Memoria ha riperso la Memoria

Museo senza memoria 20.03.11(1913)  Durante questo fine settimana appena trascorso, abbiamo constatato che nuovamente il Museo della Memoria ha riperso la memoria per presentarsi come sala mostra per cartoline umoristiche. Già in precedenza era diventato pinacoteca per una collezione di quadri. La malattia quindi si ripete, forse occorrerebbe qualche terapia d’urto.
Si possono accettare, in mancanza di altri luoghi idonei, quelle mostre che non oscurano la memoria vedesi Presepi o le mostre filateliche in  cui si utilizzano altre bacheche, ma non si possono accettare mostre che incartano la Memoria.Danno poi al danno, beffa alla beffa, per la prima volta abbiamo ricevuto silenziosamente il Presidente della Regione Raffaele Lombardo e gli abbiamo fatto visitare il Museo della Memoria senza la memoria, incartato, sovrastato da vignette umoristiche che fanno ridere invece di far piangere.
E’ doveroso precisare che non abbiamo niente a ridire sulla collezione di cartoline umoristiche, ma riteniamo che non sia stato opportuno il loro posizionamento sopra la nostra memoria. Speriamo che la Memoria ritorni ben presto e che non la si perda più, perché e gia difficile trovare il Museo aperto se poi la memoria è incartata cosa potra mai ricordare il turista per caso? 
 
Museo senza memoria 20.03.11

Museo senza memoria 20.03.11

2 pensieri su “Il Museo della Memoria ha riperso la Memoria

  1. gdigiovanna

    Amministratori, Sindaco, Assessore alla cultura, direzione Parco Letterario, dovreste arrossire per l'ulteriore scempio che commettete nei confronti del museo dell memoria.
    Vergogna
    vergogna
    vergogna
    Vergogna
    Vergogna
    e non finirò mai di vergognarmi di essere margheritese, se accadono queste cose.

  2. gigisam

    Stride, ed è anche piuttosto macabro, direi, il contrasto fra le cartoline umoristiche e le poche, drammatiche, foto del terremoto, non "oscurate", gigantografie che campeggiano a lato dell'ex altare maggiore (vedi foto del servizio), mute testimoni di uno strazio lontano, ma ancora presente. Un luogo, il Museo della Memoria,  che, nelle intenzioni dei creatori, avrebbe dovuto essere un momento di ricordo e rispettosa riflessione, oltre che di testimonianza viva, viene scioccamente utilizzato per scopi, magari condivisibili oggettivamente, (una mostra od altra manifestazione è pur sempre un momento di arricchimento culturale) ma che potrebbero intelligentemente trovare sistemazioni e spazi alternativi, diversi e più opportuni che sicuramente non mancheranno al comune del Gattopardo.. (vedi ad esempio la "taverna" sotto l'arco del secondo cortile) Il rispetto della memoria, non incartandola (in senso reale e figurato), ma curandola ed arricchendola di nuove acquisizioni, è solo e semplicemente indice di civiltà,  e se non si arriva a capire, ma sopratutto sentire in sè questo sentimento di rispetto per il nostro passato, e ad assimilarlo facendolo divenire parte di se stessi, la differenza con gli arcaici pitecantropi viene radicalmente ed irrimediabilmente azzerata.
    Giacomo Giuffrida Samonà

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