Garibaldi attacca il Gattopardo

garibaldi martella gattopardo(439) “Guarda tutte le foto” Tante polemiche a seguito del convegno e successiva mostra su Garibaldi ed il Gattopardo nella cittadina belicina. Polemiche dovute sia alla ennesima scarsa affluenza di pubblico al convegno, e alla location scelta per la mostra di reperti e cimeli garibaldini della collezione Romeo, che si sta svolgendo nell’antico salone della quadreria del Palazzo Filangeri di Cutò.


Mostra che ha invaso il museo dedicato all’autore del Gattopardo per dare spazio ai quadri appesi su muri del salone.  Ancora una volta l’Amministrazione guidata da Franco Santoro, si distingue per un modo di operare incompetente e dilettantistico.Ne è riprova lo scempio operato all’interno del rinomato Museo del Gattopardo. Pur di allestire una mediocre e discutibile mostra, gli organizzatori non hanno esitato a degradare lo spazio museale collocando chiodi e provocando evidenti scrostamenti delle pareti, deturpando così l’allestimento originario e il valore storico del prestigioso Museo” evidenzia in una nota il capogruppo dell’opposizione Arch. Paolo D’Antoni che conclude: “Auspichiamo ancora una volta che l’Amministrazione Comunale si mostri più sensibile ed attenta nei confronti dell’importante patrimonio culturale costruito negli ultimi anni”.
Franco Graffeo

 

garibaldi martella gattopardo

13 pensieri su “Garibaldi attacca il Gattopardo

  1. utente anonimo

    NON PREOCCUPATEVI PER I CHIODI PERCHè FRA DUE ANNI PORTERANNO VIA PURE QUELLI….

  2. utente anonimo

    ma vi siete dimenticati quando nello stesso Museo del gattopardo sono stati messi alcuni quadri di Gianbecchina non si sa per quale ragione. ciò accadeva durante la gestione Bonifacio. dunque nulla di nuovo sotto il sole

  3. utente anonimo

    all’autore del post 4

    Ricordo perfettamente, anzi a differenza dello scempio attuale, dove i quadri di Garibaldi sono stati aggiunti alla rinfusa tra i cimeli gattopardiani, allora i pochi quadri di Giambecchina erano posti in corrispondenza delle lampade che illuminano il museo, utilizzando lo stesso gancio dei quadri che sono sotto tali lampade. Oggi invece, il martellatore di turno ha posto tanti quadri in ogni parte libera del muro, infischiandosi dell’illuminazione e degli eventuali buchi per appendere questi cimeli. Scusate ma non si poteva fare tale mostra nel teatro. Visto l’alto numero di cimeli da esporre?

    Giovanni La Sala

  4. utente anonimo

    non sapevo che Burt Lancaster fosse l’autore del Gattopardo!!!!!!

    Complimenti pr il fotomontaggio!!!

    sempre pronti per le montature inutili e sterili !!!

  5. utente anonimo

    ebbene si anche i chiodi del palazzo comunale si ribellano a questa amministrazione.Nenche loro vogliono rimanre al propio posto.

    Il bello è che non hanno torto, chi di voi vorrebbe assistere passsivamente a le in”utili” discussioni che sono costretti ad assistere?….ultimo quella del carcere a Santa Margherita.

    Ciro de Ciris

  6. utente anonimo

    Ma possibile che non c’è uno , che si dica uno, competente? Possibile che in questa amministazione non c’è nemmeno una persona che sappia svolgere decentemente il lavoro che le viene affidato? Possibile che pur di fare voti si debba prendere ” a servizio”gente che non sa manco piantare un chiodo?Mah….

  7. utente anonimo

    Il post 4 non ha visitato bene il museo….

    Basta essere un po accorti e vedere bene il museo del gattopardo, per capire che le opere ( che immagino siano di grande valore economico) del pittore di sambuca giambecchina sono state consegnate da Giovanni Becchina,figlio del pittore, perchè tali pitture sono state ispirate leggendo il Gattopardo, e rappresentano il paesaggio descritto nel romanzo..

    Poi ci sono belli disegni di giambecchina che cerca di dare una ulteriore immagine del mitologico animale gatto-pardo, così come l’artista lo ha immaginato nella sua fantasia.

    Quadri che arricchiscono elegantemente il museo.

    Santoriano…. non sai nemmeno arrampicarti sugli specchi, sai fare e dare solo buchi……..

    Poveri noi margheritesi!

    Calogero Abruzzo

  8. ilRabito

    Ma questa mostra è stata “pubblicazzata”? xkè io nn ne sapevo nnt. Comunque nel vedere lo scempio dei chiodi…

    …no comment

    Filippo Rabito

  9. utente anonimo

    Di opere di Gianbecchina ne escono una ogni secondo e una per ogni occasione. Gianbecchina dona a Santa Margherita come mai non ha donato a nessun altro. E comunque quel museo è uno scempio non c’è nulla di originale, i fogli del manoscritto non sono quelli originali, la macchina da scrivere non è quella originale, gli abiti non sono quelli originali. andate a verificare..

  10. utente anonimo

    si chiama alessandro becchina il figlio del pittore, non giovanni. solo per dovere di cronaca la mia correzione. saluti movimentati.

  11. utente anonimo

    Amministrazione Santoro:segni…indelebili in campo culturale e artistico!

    Enzo Sciamè

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