Crisi del settore agricolo. 700 certificati già raccolti

(989) di F.  Graffeo… Ammontano già a 700, i certificati elettorali raccolti tra Santa Margherita di Belìce e Montevago per far sentire la voce dell’agricoltura che “soffre”. I due comitati spontanei, sorti nei due paesi con i gazebo allestiti nelle rispettive piazze delle cittadine hanno raccolto fino  questa sera 5 dicembre : 400 tessere elettorali a Santa Margherita di Belìce e 287 tessere a Montevago. La protesta non si ferma. Si prevede di doppiare la raccolta nella giornata di oggi domenica 6 dicembre. Intanto domani lunedì 7 alle ore 19,30, presso l’aula consiliare del comune di Montevago, è prevista una assemblea dei comitati spontanei dei vari paesi dell’agrigentino, trapanese e del palermitano. Sarà presente Pippo D’Angelo, coordinatore regionale della protesta che ha coinvolto i vari comitati spontanei siciliani. Ne da notizia Antonino Ramo, agricoltore e portavoce di Montevago.

 

8 pensieri su “Crisi del settore agricolo. 700 certificati già raccolti

  1. utente anonimo

    Complimenti ai comitati spontanei, occorre continuare su questa strada, azioni forti ed incisive, siamo tutti con voi agricoltori!….i ns. parlamentari regionali che ci rappresentano (forse!) si dovrebbero vergonare, rimangono attaccati alla poltrona,  schiavi dei superiori di partito, tanto a loro interessa lo scranno in Parlamento,  così la Sicilia non va avanti, La lega in lombardia DOCET, così si fà.

    Agli agricoltori Montevaghesi un invito a consegnare le tessere elettorali!
    uniti si vince….

    Un Montevaghese innamorato delle proprie radici.

  2. utente anonimo

    tratto da agrigentonotizie

    Cronaca | Italia | 6 Dic 2009 | 19:49
    Crisi agricola, consiglio comunale aperto a Montecitorio
     
    La città di Ravanusa continua la sua forte azione di protesta a sostegno del comparto agricolo locale. Dopo aver celebrato il funerale dell’agricoltura, adesso l’amministrazione comunale si rivolge ai poteri alti della politica. Su iniziativa del presidente del Consiglio comunale, Salvatore Grifasi, si è tenuta una seduta aperta e straordinaria a Montecitorio. Massiccia la presenza dei sindaci e degli amministratori di svariati Comuni del mezzogiorno.

    "Si sono avvicinati soltanto gli onorevoli Capodicasa e Ferrero – ha detto il sindaco Armando Savarino – forse a causa del fatto che non c’erano lavori d’aula, ma i parlamentari del Sud non si sono visti”.

    “Al termine del consiglio comunale a Montecitorio – spiega il presidente del Consiglio comunale Salvatore Grifasi – è stata approvata una mozione con l’invito al governo Berlusconi a disporre la declaratoria dello stato di crisi socio economica del comparto agricolo e l’inserimento, nel Dpef il documento di programmazione economica e finanziaria, di risorse adeguate per l’adozione di provvedimenti di carattere economico in grado di sostenere gli agricoltori e gli imprenditori colpiti dalla crisi".

    Questa è l’ennesima iniziativa dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Armando Savarino, per sostenere il comparto agricolo. Già ci sono stati consigli comunali straordinari, sit in di protesta a Palermo e a Roma ed a Ravanusa è stato anche celebrato il funerale dell’agricoltura con una cerimonia officiata dall’arciprete Emanuele Casola.
     

  3. utente anonimo

    si d’accordo è un buon inizio ma occorrerebbe secondo me rivedere il settore agricolo dall’interno e in primo luogo le cantine sociali, dal momento che il 90% dell’agricoltura locale si basa sulla coltivazione della vite. Siete sicuri che avranno un effetto duraturo le proteste di questi giorni, quando invece le cantine hanno una pessima gestione? Siete sicuri che le cantine non pagano adeguatamente perchè il vino non si vende? Perchè nessuno si lamenta di queste cose?

  4. utente anonimo

    sono perfettamente d’accordo con il commentatore n.3; è vero il settore agricolo sta vivendo una crisi senza precedenti; l’agricoltura in verità vive già da tempo una situazione di crisi, ma in questi ultimi anni il problema è notevolmente amplificato.
    il mercato del vino ha subito un rallentamento, ma la lungimiranza e la capacità gestionale di alcune cantine è riuscita ad ammortizzare i colpi del mercato.
    la cantina del territorio in effetti reagisce in modo piuttosto anomalo.
    le questioni sono due:
    1) la struttura non ha subito nessun contraccolpo dal mercato(ne dubito fortemente);
    2) chi la gestiche non si rende conto dell’effetto boomerang che produrrà a breve (mi SFORZO di credere nella buonafede del/i responsabile/i).

    mi spiego meglio, in genere in una famiglia quando si vivono situazioni di crisi (scarse entrate), si provvede a risparmiare e di certo a non fare delle spese aggiuntive… per cui il mio dubbio è: come mai la cantina del territorio assume periodicamente, con contratti a tempo, personale? ….c’è davvero tutto questo lavoro? se è sì, allora significa che non è in crisi finanziaria per cui potrebbe pagare il giusto prezzo ai propri soci! (SFORZANDOMI sempre di credere che non si tratti di una manovra consensi-politica! …..nel caso a vergognarsi saranno i soci e gli amministratori acconsensienti)

    il punto fondamentale risiede nel fatto che in questa società cooperativa non sono mai stati svolti seri studi di mercato; in sostanza, si produce senza capire realmente cosa vogliono i consumatori o più in dettaglio non si conoscono le evoluzioni nelle scelte di acquisto di questa o quella tipologia di vino.
    ………in questo territorio siamo indietro anni luce! e il rischio più grave ( e purtroppo molto reale) è il totale fallimento di centinaia di famiglie di viticoltori e di conseguenza di tutta l’economia del territorio.

    Quando la struttura nacque lo scopo era quello di produrre vino per il consumatore finale, adesso la struttura si sta lentamente orientando al mercato intermendio, cioè produrre vino e mosto per altre cantine, con un notevole deprezzamento del prodotto.

    Occorrono persone competenti e responsabili per fare riprendere l’economia del territorio….  e non sovvenzioni a termine.

    perdonate la critica, ma è da anni che denuncio il problema ….. ma ad essere eletti sono sempre gli stessi, per cui…………
    ho deciso di non SFORZARMI più (non vorrei rischiare qualche ernia…o. chissà che cosa) e spero e prego che Dio illumini le menti affinchè qualcosa sul territorio inizi a cambiare veramente!
    con affetto 
    io

     P.S.: i punti da risolvere sono tanti (in questo post mi sono limitato a descriverne uno), ma occorre veramente che la gente inizia a svegliarsi e ad affidarsi a gente RESPONSABILE!!!!!!!!!!!

  5. utente anonimo

    Mi rivolgo a chi studia economia, premetto che io sono ignorante in materia, ma il vino è un prodotto che può risentire così tanto della crisi? Mi spiego meglio: una persona che comprava vino qualche anno fa (intendo vino, non ta_____llo in cartone), adesso non ha più i soldi per comprarlo? Sicuramente la crisi avrà colpito il settore, ma che il vino non si vende più non ci credo manco morto! E se il vino si vende, come mai le cantine non pagano?
    2+2=4

  6. innocenzop

    La Cantina non ha mai focalizzato che il SUO PRIMO OBIETTIVO è quello di produrre e commercializzare vino.
    La produzione è stata sempre fatta, le sponsorizzazioni pure ma il canale commerciale è stato sempre carente..

    Per la gestione del personale poi … vabbe’ lo sappiamo tutti … !!!!!!!!!

  7. utente anonimo

    Lo sappiamo tutti…ma nessuno ne parla! Meglio ammazzarsi la vita a raccogliere schede elettorali e a confidare esclusivamente nell’aiuto dello Stato (che oltretutto non sarà un aiuto duraturo) piuttosto che affrontare la cattiva gestione delle cantine!

  8. utente anonimo

    caro commentatore n.5, la questione è piuttosto complessa; il rallentamento del mercato del vino, da un lato è dovuto al minore potere di acquisto dei consumatori, in gran parte dovuto alla crisi generale; dall’altro, è causato dagli effetti della globalizzazione (che ha favorito le industrie e sfavorito l’agricoltura italiana) che ha consentito l’accesso sul mercato di vino proveniente da altri Paesi (prodotto a costi notevolmente più bassi) che presenta un rapporto qualità-prezzo molto favorevole.

    Va ricordato, comunque, che in alcuni di questi Paesi produttori di vino, spesso vengono meno le norme sul rispetto del consumatore e soprattutto del lavoratore.

    …..è vero che ci sono queste "determinanti", ma di certo non sono una scusa per giustificare la "dormienza" della Cantina in questione.

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