Contrada Caliata – Itinerario archeologico Terre Sicane

Percorrendo la S.S. 188 a due Km dal vecchio centro abitato di Montevago in direzione Partanna, si trova il sito archeologico di “Contrada Caliata”. L’area, situata sotto il costone tufaceo che sovrasta la media valle del Belice, è stata scavata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento a partire dal 1988.
Dalla sistematica esplorazione del sito è stato possibile individuare resti di un casale musulmano riferibile a tre distinte fasi Rovine dello stanziamento arabo in contrada Caliata a Montevago
Rovine dello stanziamento arabo

Lungo il ciglio sinistro della strada, in mezzo ad un uliveto, è possibile visitare i resti dell’abitato arabo.
Il complesso è formato da cinque unità abitative costituite da ambienti a forma rettangolare con muri di conci tufacei reperiti localmente che formano il casale.
Rovine arabe in contrada Caliata
Nella immediata vicinanza, sono stati messi in luce altri ambienti appartenenti all’abitato berbero composti prevalentemente da capanne prive di fondazioni. Sul lato opposto della strada ubicata sul costone si trova la necropoli comprendente dieci sepolture, lo scavo a messo in luce che gli inumati erano di fede musulmana in quanto i resti erano adagiati sul fianco destro con orientamento verso la Mecca e del tutto privi di corredo funerario.

Fonte  www.comune.montevago.ag.it

 

Sepoltura araba sita in contrada Caliata

2 pensieri su “Contrada Caliata – Itinerario archeologico Terre Sicane

  1. franco

    Tengo a precisare che:il sito archeologico di contrada caliata, si trova in uno stato di completo di abbandono perdurante da tanti anni. Nel totale disinteresse dell’attuale amministrazionie e delle precedenti amministrazioni di Montevago,della Sopraintendenza Beni Culturali e anche dell’Unione dei Comuni Terre Sicane che lo inserisce come ” Itinerareo Naturalistico”. Cari amici del Movimento l’Unione dei Comuni altro non è che il giocattolino preferito dai nostri integgerrimi e lungimiranti REGNANTI.

  2. giacomo giuffrida samonà

    Caro Franco, se tu speri che ai nostri amministratori (locali, consortili, sicanei e via discorrendo) interessi REALMENTE la valorizzazione del territorio attraverso la CULTURA, intesa come valorizzazione delle risorse locali, letterarie, storiche, archeologiche, e simili, fonti tutte di eventuale sviluppo turistico conoscitivo del territorio, con eventuali ed innegabili ricadute eonomoche positive sullo stesso, e con conseguente sviluppo di un eventuale indotto terziario, allora, devo dire che NON HAI CAPITO NULLA della mentalità politica locale (e non parlo, sia chiaro, solo di montevago ma di tutto il vasto circondario) tesa sempre più ad APPARIRE, piuttosto che AD ESSERE. Si organizzano, è vero manifestazioni che vorrebbero essere di contenuti (settimana gattopardiana, convegni assortiti, mostre più o meno curate, etc) ma le si costruisce sempre e puntualmente SUL NULLA che non sia meramente EPISODICO. Dove sono i ritorni (anche piccoli) durevoli sul territorio ? Dove l’interesse stesso dei locali ad una proiezione più duratura nel tempo dell’evento e del problema in sè ? Dopo tante battaglie personali, ancorchè piccole, per cercare di valorizzare e promuovere la storia ed il passato del nostro paesetto, Montevago, e delle sue innegabili risorse, (oltre al noto termalismo già affermatosi nel tempo) devo riconoscere che lo scoglio più duro all’affermarsi della cultura, sono proprio i politici locali, che a parole strombazzano programmi ed intenti (sopratutto i secondi) tesi alla sua valorizzazione, ma poi, NON sanno o non vogliono concretizzare quanto proclamato ai 4 venti. Lasciamo quindi che i saraceni di Caliata dormano tranquilli il loro eterno sonno, fra gli antichi ulivi.

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